LIVIETTA Y TRACOLLO
Personajes
|
LIVIETTA
|
Campesina
|
Soprano
|
La acción se desarrolla en Italia, a comienzos del siglo XVIII.
|
INTERMEZZO
I (Livietta da contadino francese, con una villanella, sua amica, abbigliata di gioie, e catene false, poi Tracollo da pellegrina polacca, e Facenda suo servitore da vecchio mendicante) Arietta LIVIETTA Vi sto ben? Vi comparisco? Eh, che ti par? Sembro giusto un amorino trasformato in contadino, non è ver? Eh, lo credo, non giurar. Recitativo Ma lasciamo gli scherzi. Fulvia mia, oggi di qua deve passar quel ladro, che in abito di donna alla polacca, si fa chiamar Baldracca quel che rubando il mio german tentò torgli la vita; or io, perché non mi ravvisi da contadin vestita fingo sesso e favella, e tu fingerti dei mia sorella. Con queste gioie, e queste finte catene d'oro sarai l'esca per prenderlo in agguato; già gli amici sono pronti al cenno mio. Ma se non erro, veggo il furbo venir verso di noi fingiamo di dormir. (Siedono ad un poggiolo e fingono dormire. Tracollo vestito da donna gravida con un compagno che parla travestito da vecchio) Aria TRACOLLO A una povera polacca, a Baldracca buona gente, (Sotto voce, a Facenda) Questo dorme e non ci sente. (Forte) fate un po' la carità. Recitativo (Sotto voce, a Facenda) Dormono a sonno pieno; meglio è per noi. Mira costei di quante catene d'oro adorno ha il collo, e 'l seno. Ah che bella fortuna! Vedi se puoi sciorne qualcuna. Eh, Facenda, bel bello, accostati pian piano, e 'I cappio stacca. (Forte) A una povera polacca fate un po' la carità... (Facenda scioglie una catena e poi, Fulvia facendo un poco di moto, fugge lasciando la catena.) Sciocco, bestia, poltron, giacché fuggisti, t'avessi via portata la catena già sciolta. (Facenda fa segno di no) Tornaci un'altra volta. Pesce da Fiumara, io v'andrò adesso, e tu a rubare impara. Con qual destrezza gliela porto via osserva un po'. Salute a Vossignoria. A Baldracca buona gente fate un po' la carità. (Facenda ride) Perché ridi, mostaccio da sgrugnoni? Adesso se si sveglia, o che tempesta! (Prende la catena già sciolta, e la porge a Facenda.) Prendi, conserva questa. (Va poi per prenderne un 'altra, e Livietta finge destarsi e scuote la contadina.) LIVIETTA Ma soeur, voilà, voilà. TRACOLLO Fate un po' la carità. LIVIETTA Ah, voleur, assassin, frippon. TRACOLLO (parlando male) Trippone! Star vera, sì signore; ventra pregnante. LIVIETTA Vous avez derubé une chaine a ma soeur. TRACOLLO Sbagliate, star digiuna, e cena non rubavo mi niuscina. LIVIETTA Ah diablo! TRACOLLO Non intenderà. Tua baisa? LIVIETTA Je suis parisien, fransé. TRACOLLO Comma? Ti star Francisa, alla larga! LIVIETTA Où allez vous? TRACOLLO No accostara. Star gravida, paura de Francisa tenirmi creatura. LIVIETTA Venez icy. TRACOLLO Nanì, Monsù, nanì. Chi noma avir? LIVIETTA Pluseriurs nom. TRACOLLO Prusciutta noma tua? Tara noma salata. LIVIETTA Et le votre? TRACOLLO Noma mia star... soppressata. LIVIETTA Je n'entands pas? TRACOLLO Mi pane non tenir. LIVIETTA Ah furbasce! Astor! TRACOLLO (Sottovoce, a Facenda) Porgila a me Facenda, presto col tuo malanno. (Si fa dar la catena, e la nasconde) LIVIETTA Alons, alons me chere compagnons. (Vengono alcuni villani con bastoni) TRACOLLO (fra sè) Ahimè fuggir non posso; m'impedisce la pancia. LIVIETTA (Ai villani) Spogliate questo vecchio e se fam là. TRACOLLO (O diavolo!) Monsù. Farò spogliarmi per ubbidirvi, ma non permettete, che sia contaminata dalle mani d'indiscreti villani la mia verginità, ch'io son zitella. LIVIETTA Bien, vù spollierà la mia sorella. (Fa segno alla contadina che gli slaccia il sacco e Tracollo comparisce tutto armato) TRACOLLO (fra sè) Qui bisogna farsi animo. LIVIETTA Ah, briccone! TRACOLLO Non sia chi s'avvicini: morto per morto. LIVIETTA Date qua un bastone! (Tracollo si pone in difesa ma li villani gli danno addosso e lo disarmano.) TRACOLLO La vita in cortesia! Cedo, e m'arrendo. LIVIETTA Legatelo miei fidi. TRACOLLO O caso orrendo! Ma tu chi sei che tanto mi perseguiti? LIVIETTA Son Livietta. TRACOLLO Mia cara, ah, per pietà. LIVIETTA Voglio vendetta! TRACOLLO Bell'alma mia, perché così sdegnosa con chi t'ama fedel? Se ti risolvi meco venir, io ti farò mia sposa. LIVIETTA Io sposa ad un infame, a un ladro, a un assassin! Come! TRACOLLO E giornalmente, chiunque vi si accosta, voi non assassinate civilmente? Aria LIVIETTA E voi perché venite a romperci la testa? Sarebbe bella questa, che avessimo a servirvi, spassarvi e divertirvi per i begli occhi vostri, senza cercar mercé. E' un nostro sguardo, un vezzo, favor che non ha prezzo. Chi sol mi vuol guardare pel buco della porta m'ha ben da regalare. Lo faccia, se gli piace: se no sen vada in pace. Salute adesso e a me. Recitativo TRACOLLO Hai raggion, sì signore, ti sei placata? LIVIETTA Placata? Anzi, più tosto inviperita. Non serve: vo' mandarti al podestà! TRACOLLO Ah, no, per carità! LIVIETTA L'olio vi perdi e l'opera. Son risoluta. TRACOLLO Oh Dio! LIVIETTA Ti voglio morto. E questo il piacer mio. Recitativo acompañado TRACOLLO Misero! A chi mi rivolgerò! Sì; a voi, numi d'Averno Proserpine, Plutoni, Idre, cerberi, sfingi, tempestose tempeste, folgori, lampi e tuoni; e voi ch'un palmo avete di coda, funestissime comete. Stelle fisse ed erranti, lune mancanti e piene, fermate il vostro corso, a rimirar le mie tragiche scene. Aria Ecco il povero... già vicino a tracollar. Già mi vedo il laccio al collo, già mi sento soffogar. Questo è l'ultimo singhiozzo… giunta è l'alma al gargarozzo, già si parte, già sen va. Già la morte mi s'accosta, com'è brutta! Vedi, vedi con qual faccia mi minaccia, e da capo, sino a' piedi raffreddar, tremar mi fa. Recitativo LIVIETTA Invano ti lusinghi rimovermi dal mio pensier costante. Al tuo pregar più s'inasprisce e indura questo mio cor. TRACOLLO (fra sè) Che barbara natura. (A Livietta) Non v'è dunque speranza? LIVIETTA E' tratto il dado. Duetto TRACOLLO Vuoi così, cor di tigre? A morte io vado. Vado,… vado. Ed avrai core di veder chi t'ama tanto nelle man della giustizia, qual strozzato pollastrello sbatter tutto e palpitar? LIVIETTA Vanne, vanne! Io non ho core. Non so tanto, non so quanto fra le man della giustizia, qual strozzato pollastrello, sbatter devi e palpitar. TRACOLLO Deh, ti placa. LIVIETTA Parli al vento. TRACOLLO ... mi perdona LIVIETTA Che tormento TRACOLLO Vita mia LIVIETTA Via, via a morir TRACOLLO Che martir, che crudeltà! LIVIETTA Via a morir, non v'è pietà. TRACOLLO Vado, vado. Ed avrai core... ecc. LIVIETTA Non so tanto, non so quanto... ecc. INTERMEZZO II (Tracollo fingendo il pazzo, poi Livietta nel proprio abito di contadina) Aria TRACOLLO Vedo l'aria che s'imbruna. Una stella non compare. Si è nascosto il sol, la luna. Che sarà? Che sarà? Quanto va, ch'io l'indovino? Vorrà piovere, e tonar. Recitativo Par che ci pigli gusto. Non vorrei che, fingendo, fingendo, davvero poi, siccome dir si suole, avessi a dar di volta alle carriole. Ci vuol pacienza. Sol con quest'astuziascampar pot ea da morte. Ma sento gente. All'erta! E' Livietta. A tempo, a tempo. Chi la fa, I'aspetta. LIVIETTA (fra sè) Chi è costui? Parmi Tracollo. E desso ma come in queste spoglie, sciolto da' lacci suoi? TRACOLLO Ah Marte, Marte, intendo i pensier tuoi, ma sbagli. LIVIETTA (fra sè) Che dice? O è pazzo, o il finge. Vo' rintracciarne il vero. (a Tracollo) Galantuomo? TRACOLLO Oh, oh non disturbate le nostre conferenze, che abbiamo con le stelle. Che bramate? LIVIETTA Niente, niente signor (fra sè) vo' secondarlo. TRACOLLO Venite qua, vogliamo consolarvi. Che v'occorre? Parlate ma prima d'ogn'altra cosa, baciate questa mano LIVIETTA Ben volentier. TRACOLLO Sapete chi son io? LIVIETTA Se non mel dite... TRACOLLO Sono... sono il Gran Chiaravalle di Milano. LIVIETTA E che andate facendo per questi luoghi ombrosi e solitari? TRACOLLO Componendo lunari, calendari, diari notari, titolari, e... Il vostro nome, ninfa vezzosa? LIVIETTA Come! voi non siete astrologo? TRACOLLO Sì, bene. LIVIETTA E nol sapete? TRACOLLO Non già, non già: "de minimis non curat praetor". LIVIETTA Dunque, sarò io più astrologa di voi. TRACOLLO Perché? LIVIETTA So il nome vostro. TRACOLLO S'io tel dissi, cor mio: Don Chiaravalle. LIVIETTA Ma non dicest' il ver, voi vi chiamate Tracollo. TRACOLLO Mi chiamai vuoi dir ch' or più non vivo. Sì, son l'ombra di lui, che, invendicata, passar non posso l'onda del pigro Lete, e andare all'altra sponda. LIVIETTA (Fra sè) Come ben finge! Or vo' chiarirlo. TRACOLLO Ah vieni vieni, mia crudele omicida e al regno d'Acheronte omai mi guida. LIVIETTA Olà, le mani a voi! TRACOLLO Taci, taci e vieni, spietata. Senza di te, da me, mai non si varca di Stige il fiume. A noi, a noi! Alla barca, alla barca. (La prende per un braccio e fa correr la di fretta per la scena) LIVIETTA Deh, per amor del cielo. TRACOLLO Tocca, tocca! LIVIETTA Lasciami... TRACOLLO Maramao! LIVIETTA Almen per un momento... TRACOLLO Ti raccomandi invano. LIVIETTA Prender un po' di fiato. TRACOLLO Non ci sento. LIVIETTA Non posso più. TRACOLLO (Fra sè) Crepa! LIVIETTA Son morta. TRACOLLO (Fra sè) Schiatta! LIVIETTA Quando arriviamo? TRACOLLO Uh, ci vuol tempo ancora. (Fra sè) Se non la vinco, al men vo' farla patta. Aria LIVIETTA Chi mi porge ristoro? Aiut… In cortesia, ch'io manco, io moro. (Si getta indebolita sopra d'un sasso, staccandosi a viva forza dal braccio di Tracollo, che resta incantato guardandola senza moversi) Caro, perdonami placa lo sdegno. Ti lascio addio; Tracollo mio, di Livietta non… ti… scordar. Ah, pria che morte mi chiuda i lumi, severi numi, se giusti siete per poco il senno voi gli rendete, sicché più veda, per sua vendetta, l'al... ma spi... rar... Recitativo TRACOLLO La credo o non la credo? m'accosto o non m'accosto? divento mollo o mi mantengo tosto? Temo non me la ficchi; E' troppo, troppo scaltra. E' vero da una parte, ma dall'altra mi muove a compassione. Il timor, lo strapazzo potea farla svenir. Che tentazione! Ora non occor altro. L'ho pensata. Vo' accostarmi pian piano, e, se la vedo fare un piccolo moto ritorno a fare il pazzo e non la credo. Arietta Accostandosi ed osservandola Non si muove non rifiata chiusi ha occhi, freddo naso saria pure il brutto caso. Vo' chiamarla. Livietta, Livietta, Livie... (Livietta si scuote scostandosi subito, e ridendo) Sull'erbetta alla fransé, ah, ah, ah, ah... S'è quietata. Quei tremori forse son gli ultimi tratti. Sfortunata! E' già spirata. Oh, mia bella morticella Livietta bella, bella. Sol, sol, fa, mi, sol, do, do, re ecc. (Contrafacendo i moti di Livietta) Ah… Livietta mia, or sei soverchia. E quando?... O sbrigati a morir, o sorgi e vivi. Par che patisca anch'io di moti convulsivi. Ah... questo è stato certo l'ultimo suo sospiro. Se n'è andata. Non v'è più dubbio. Ho fatto la frittata. Deh, aspetta, anima bella; Ascolta prima le mie discolpe. (Livietta, alzando la testa, ascolta; poi si leva da sedere e s'accosta pian piano a Trcollo) Se mi finsi pazzo, fu per salvar la pelle, e non credevo che quel po' di strapazzo, che ti diedi per meglio colorir la finzione, avesse da condurti... Recitativo LIVIETTA (Battendo sopra la spalla) Ah ribaldone! TRACOLLO Uh! (Si dà uno schiaffo) LIVIETTA Questo ancor sai fare! TRACOLLO Il core me lo disse. (Fra sè) Con le mie mani mi dovrei strozzare. LIVIETTA Adesso, adesso t'aggiust'io. Recitativo TRACOLLO No. Ferma! Voglio io stesso render paghi i desir tuoi. Perché morto mi vuoi, non ricuso morir. Co' piedi miei vado a ripormi in man della giustizia: or lo vedrai, ma prima sappi ch'ascosa io serbo gran copia di denar, sotto a quell'albero, vedilo bene, a te lo lascio, e insieme udite tutti, udite erbette, fronde, fiori, tigri, pantere, lupi, orsi, cinghiali, pecore e pastori voi siate testimoni dell'estrema mia volontà. Ti lascio questo core, pegno dell'amor mio; non strapazzarlo più! Tiranna, addio. Recitativo LIVIETTA (fra sè) Mi muove a riso ed a pietade insieme. (A Tracollo) Senti... TRACOLLO Che cosa vuoi? LIVIETTA M'ami tu veramente? TRACOLLO Che ti pare? Fa' conto che tu l'abbia a giudicare. LIVIETTA Non vorrei… basta. Or via, quello ch'è stato è stato. Se prometti cangiar vita e lasciare quest'infame mestier, sarò tua sposa. TRACOLLO Tel giuro! LIVIETTA Avverte! TRACOLLO Che serve? E' ita la mia parola. LIVIETTA Or bene, ecco la man. TRACOLLO Torno da morte a vita. Benedetta finzione! LIVIETTA Sarai uomo dabben? TRACOLLO Dabbenissimo. LIVIETTA Fedele alla tua moglie? TRACOLLO Fedelone. E tu, moglie amatissima, saria fida al tuo sposo? LIVIETTA Fedelissima. Finale Duetto LIVIETTA Sempre attorno, qual palomba al suo caro palombaccio ti starò dicendo cru... crudelaccio vieni a me. TRACOLLO Sempre appresso, qual montone all'amata pecorella, ti verrò dicendo be... Bella, bella vengo a te. AMBI Oh che gusto, che diletto per la gioia il core in petto io mi sento liquefar. ![]() |
ENTREACTO I (Livietta vestida como un campesino francés, con una aldeana, amiga suya, adornada con falsos oropeles. Luego, Tracollo disfrazado como peregrina embarazada polaca, y Facenda, su viejo sirviente como mendigo) Aria LIVIETTA ¿Estoy bien así? ¿Te gusto? ¿Eh, qué te parece? Parezco un pequeño cupido transformado en campesino, ¿no es verdad? ¡Eh, sí te creo, no jures! Recitativo Pero dejemos las bromas... Mi querida Fúlvia, hoy tiene que pasar por acá ese ladrón, que vestido de mujer polaca, se hace llamar Baldracca; ése que intentó robar a mi hermano y quitarle la vida; Ahora yo, para que no me reconozca, vestida de campesino simularé la voz y fingiré ser un hombre, y tú fingirás ser mi hermana. Estas joyas y estas simuladas cadenas de oro serán el anzuelo para atraparlo en nuestras redes. Ya los amigos están listos y sólo esperan una señal mía para atraparlo. Pero si no me equivoco, ahí veo venir al bribón... ¡Finjamos que dormimos! (Se sientan en un pórtico y fingen dormir. Llega Tracollo vestido como mujer embarazada con su sirviente que está disfrazado de viejo) Aria TRACOLLO ¡A una pobre mujer polaca, a Baldracca, buena gente! (En voz baja, a Facenda) Estos duermen y no nos oyen. (En voz alta) ¡Hacedle un poco de caridad! Recitativo (En voz baja, a Facenda) Duermen un sueño profundo; mejor para nosotros. ¡Mira ésa... cuantas cadenas de oro tiene adornado el cuello y pecho! ¡Ah, qué buena suerte! Ve si puedes arrebatarle alguna. ¡Eh, Facenda, despacio... acércate lentamente y desata el lazo! (En voz alta) ¡A una pobre polaca hacedle un poco de caridad!... (Facenda desata la cadena pero como Fúlvia se mueve un poco , huye dejando la cadena.) ¡Tonto, bestia, cobarde, ya que huías, te hubieras traído la cadena, pues ya estaba suelta! (Facenda hace una señal negativa) ¡Regresa aquí, inútil! Iré yo, y tú aprende a robar. Mira con qué destreza se la arrebato... observa. ¡Salud a vuestras señorías! ¡A Baldracca buena gente hacedle un poco de caridad! (Facenda se ríe) ¿Por qué te ríes, bigote de pescado? Pero si se llegara a despertar ¡oh, qué tempestad! (Da la cadena a Facenda.) ¡Toma, quédate con ella! (Va luego a tomar la otra, pero Livietta finge despertarse y sacude a la campesina.) LIVIETTA ¡Hermana, mira, mira! TRACOLLO ¡Háganme un poco de caridad! LIVIETTA ¡Ah, ladrón, asesino, bribón! TRACOLLO (fingiendo hablar mal el idioma) ¿Tripón? Sí es verdad, sí señor; estoy preñada. LIVIETTA Tú le has robado una cadena a mi hermana. TRACOLLO Se equivoca, yo ser ayuna, y cadena no robé ninguna. LIVIETTA ¡Ah diablo! TRACOLLO No entender. ¿Tu baisana? LIVIETTA Soy parisien, fransés. TRACOLLO ¿Cómo? ¡Tú ser francisa, alla larga! LIVIETTA ¿A dónde te diriges? TRACOLLO No acercarse a mí. Estar grávida, tener yo miedo de francisa criatura. LIVIETTA ¡Ven aquí! TRACOLLO Non, Señorr, non. ¿Cuál ser su nombre? LIVIETTA "Pluseriurs" TRACOLLO ¿Varios nombres? "Qué nombre salato" LIVIETTA ¿Y el tuyo? TRACOLLO Mi nombre ser... soppressata. LIVIETTA ¿No lo entiendo? TRACOLLO Yo no tener pan. LIVIETTA ¡Ah tunante! ¡Pajarraco! TRACOLLO (En voz baja, a Facenda) Dame la cadena Facenda, ¡Rápido! Tú siempre con esa pachorra. (Facenda le da la cadena que él esconde) LIVIETTA ¡Venid, venid, queridos compañeros! (Llegan algunos aldeanos con bastones) TRACOLLO (Para sí) ¡Ay de mí, no puedo huir pues me lo impide la panza! LIVIETTA (A los aldeanos) Desnudad a esta mujer... llevárosla allí. TRACOLLO ¡Oh, diablos!... Señoría... Me desvestiré para obedecerle, pero no permita que sea contaminada mi virginidad por las manos de estos zafios aldeanos. ¡Soy una mujer virgen! LIVIETTA Está bien, te desvestirá mi hermana. (Hace señas para que le desabroche la chaqueta y se descubre que es un varón) TRACOLLO (Para sí) ¡Aquí hace falta tener valor! LIVIETTA ¡Ah, bribón! TRACOLLO Como alguien se me acerque: ¡lo mato! LIVIETTA ¡Dadme un bastón! (Tracollo se pone a la defensiva pero los aldeanos se le echan encima y lo desarman.) TRACOLLO ¡Perdonadme la vida! ¡Cedo, me rindo! LIVIETTA ¡Atadlo, amigos! TRACOLLO ¡Qué cosa tan horrorosa! Pero ¿tú quién eres, que tanto me persigues? LIVIETTA Son Livietta. TRACOLLO ¡Querida mía, ah, por piedad! LIVIETTA ¡Busco venganza! TRACOLLO Mi hermosa criatura, ¿por qué eres tan desdeñosa con quien te ama apasionadamente? Si decides venir conmigo, te haré mi esposa. LIVIETTA ¿Yo casarme con un infame ladrón? ¡Un asesino! ¿Cómo podría? TRACOLLO ¿Y acaso a cualquiera que se te acerca, no lo asesinas civilizadamente? Aria LIVIETTA ¿Y tú por qué vienes a rompernos la cabeza? Bueno estaría que tuviéramos que servirte, distraerte y divertirte por tus bellos ojos sin esperar nada a cambio. Es mi mirada, mi sonrisa, un favor que no tiene precio. Quien me quiera mirar por el hueco de la puerta, me ha regalar algo hermoso. Que lo haga, si le gusta: y si no, que se vaya en paz. ¡Salud y a otra cosa! Recitativo TRACOLLO Tienes razón, sí señor, ¿te has calmado ya? LIVIETTA ¿Calmado? Al contrario, más bien enfurecido. ¡Basta ya, llevadlo ante el alcalde! TRACOLLO ¡Ay, no, por caridad! LIVIETTA ¡No perdamos más tiempo! Está decidido. TRACOLLO ¡Ay, Dios! LIVIETTA ¡Te quiero ver muerto! Ése será mi placer. Recitativo acompañado TRACOLLO ¡Pobre de mí! ¿A quien pedir ayuda? ¡Sí; a vosotros, dioses del averno Proserpina, Plutón, Idre, Cerbero, esfinges, borrascosas tempestades, rayos, relámpagos y truenos; y a vosotros, funestos cometas que poseéis un palmo de cola! Estrellas fijas y errantes, lunas nuevas y llenas, ¡detened vuestro curso para mirar mi trágica situación! Aria ¡Heme aquí miserable... ya cercano a "tracollar" (a perecer)! Me veo con el lazo al cuello, ¡ya me siento ahogar! Este es el último suspiro... Me llega el alma a la garganta, ¡parte, ya se va! Ya la muerte se acerca, ¡qué fea es! ¡Ved, con qué cara me amenaza! Y de la cabeza a los pies helado de miedo, me hace temblar. Recitativo LIVIETTA En vano te ilusionas con hacerme cambiar de idea. Tus ruegos más agrian y endurecen mi corazón. TRACOLLO (para sí) Que naturaleza despiadada. (A Livietta) ¿No hay pues, esperanza? LIVIETTA ¡Ha caído el malvado! Dúo TRACOLLO ¿Así lo quieres, corazón de tigre? A la muerte me encamino. Voy... voy. ¿Y tendrás coraje de ver, a quien tanto te ama, en manos de la justicia cuál pollito estrangulado, retorcerse y expirar? LIVIETTA ¡Vete, vete, yo no tengo corazón! No sé tanto, no sé cuánto, en manos de la justicia, cuál pollito estrangulado, debes retorcerte y expirar. TRACOLLO ¡Vamos, cálmate! LIVIETTA Le hablas al aire. TRACOLLO ... perdóname. LIVIETTA ¡Qué tormento! TRACOLLO Mi vida. LIVIETTA ¡Vamos, ve a morir! TRACOLLO ¡Qué martirio, qué crueldad! LIVIETTA ¡Ve a morir, no hay piedad para ti! TRACOLLO ¡Voy, voy! Pero tendrás coraje... etcétera. LIVIETTA No sé tanto, no sé cuánto... etcétera. ENTREACTO II (Tracollo fingiéndose loco, luego Livietta con su propio vestido de campesina) Aria TRACOLLO Veo el aire que se oscurece. Una estrella no aparece. Se ha ocultado el sol y la luna. ¿Qué será? ¿Qué será? Lo que ocurrirá, lo adivino. Querrá llover y tronar. Recitativo Parece que le agarro el gusto. No querría que, fingiendo, fingiendo, que luego, como se suele decir, tuviera a dar vueltas en la picota. Se requiere paciencia. Sólo con esta astucia puedo huir de la muerte. Pero siento que viene gente. ¡Alerta! Es Livietta que llega a tiempo. Quien las hace, las paga. LIVIETTA (para sí) ¿Quién es ése?... Parece Tracollo. Es él, pero, ¿cómo tiene ese aspecto? ¿Cómo es que no está encadenado? TRACOLLO ¡Ah, Marte, Marte, entiendo tus pensamientos pero te equivocas! LIVIETTA (para sí) ¿Qué dice? O está loco, o finge. Quiero saber la verdad. (A Tracollo) ¿Gentilhombre? TRACOLLO ¡Ah, ah, no perturbe las conferencias, que mantengo con las estrellas! ¿Qué desea? LIVIETTA Nada, nada, Señor. (para sí) Voy a seguirle la corriente. TRACOLLO Venga acá, que la consolaré. ¿Qué le hace falta? Hable, pero antes que nada, bese esta mano. LIVIETTA Gustosamente. TRACOLLO ¿Sabe usted quién soy yo? LIVIETTA Si no me lo dice... TRACOLLO Soy... soy el Gran Chiaravalle de Milán. LIVIETTA ¿Y que está haciendo por estos lugares tan lúgubres y solitarios? TRACOLLO Haciendo almanaques, calendarios, diarios, cartas astrales, almanaque patronímicos y... ¿Cuál es su nombre, ninfa graciosa? LIVIETTA ¡Cómo! ¿No es usted astrólogo y adivino? TRACOLLO Sí, por supueato. LIVIETTA ¿Y no sabe mi nombre? TRACOLLO No ya, no de "minimisno curat praetor". LIVIETTA Pues, yo seré más astróloga que usted. TRACOLLO ¿Por qué? LIVIETTA Porque sé tu nombre. TRACOLLO Porque yo se lo dije corazón mío: Chiaravalle de... LIVIETTA Pero no dijiste la verdad, ¡te llamas Tracollo! TRACOLLO A quien me busque has de decir que ya no vivo. Sí, soy la sombra de aquél, que, impune, no pudo pasar la lenta corriente del Leteo para ir a la otra orilla. LIVIETTA (para sí) ¡Qué bien finge! Ahora voy a desenmascararlo. TRACOLLO ¡Ah, ven, ven, mi cruel homicida y al reino del Aqueronte condúceme! LIVIETTA ¡Ea pues, dame la mano! TRACOLLO ¡Calla, calla y ven, despiadada! Sin ti, yo, nunca podré pasar la laguna Estigia. ¡Vamos, vamos juntos! ¡A la barca, a la barca! (La toma por el brazo y la hace correr por toda la escena) LIVIETTA ¡Ah, por amor del cielo! TRACOLLO ¡Ven, ven! LIVIETTA ¡Déjame!... TRACOLLO ¡Maramao! LIVIETTA ¡Al menos por un momento!... TRACOLLO Ruegas en vano. LIVIETTA ¡Déjame tomar un poco de aliento! TRACOLLO ¡No te oigo! LIVIETTA ¡No puedo más! TRACOLLO (para sí) ¡Muérete! LIVIETTA ¡Estoy muerta! TRACOLLO (para sí) ¡Revienta! LIVIETTA ¿Cuándo llegamos? TRACOLLO ¡Ah, ya falta poco! (para sí) Si no le gano, al menos le empato... Aria LIVIETTA ¿Quién me da un descanso? ¡Ayuda!... ¡Por favor, me desmayo, me muero! (Se echa exhausta sobre una piedra Tracollo queda extasiado mirándola sin moverse) Querido, ¡perdóname, calma tu desdén! ¡Te abandono, adiós mi Tracollo! De tu Livietta no... te olvides. ¡Ay, pero antes que la muerte me cierre los ojos, severos dioses, si justos sois, devolvedle un poco el juicio! Que pueda satisfacer su venganza... Mi... al... ma... es... pi... rar... Recitativo TRACOLLO ¿Lo creo o no lo creo? ¿Me acerco o no me acerco? ¿Me enternezco o me mantengo inflexible? Me temo que no la venceré pues es demasiado, demasiado lista. Es verdad por una parte, pero por la otra me mueve a compasión. El temor y el dolor podrían hacerla desmayar. ¡Qué tentación! Ahora no ocurre nada. Ya sé. Voy a acercarme despacito, y, si la veo hacer un pequeño movimiento, me vuelvo a hacer el loco y no le creo. Aria Acercándome y observándola no se mueve, no respira; cerrados tiene los ojos, fría la nariz ¡Qué caso tan extraño! Voy a llamarla. ¡Livietta, Livietta, Livie... (Livietta se mueve y Tracollo se hace el loco) Sobre la hierba a la fransé, ¡ay, ay, ay, ay!... se ha aquietado. Aquellos temblores son los últimos estertores. ¡Desdichada, ya ha expirado! ¡Ay, mi hermosa muertita, Livietta hermosa, hermosa! Sol, sol, fa, mi, sol, do, do, re, etcétera. (imitando los movimientos de Livietta) ¡Ay... mi Livietta, te has excedido! ¿Y cuándo?... O decídete a morir, o levántate y vive. Parece que yo también padezco de espasmos convulsivos. ¡Ah... ese ha sido su último suspiro! Sí, se ha ido, no hay duda. He provocado una desastre ¡Ay, espera, alma bella, escucha mis disculpas! (Livietta, levanta la cabeza, escucha; luego se pone de pie y se acerca despacio a Tracollo) Si me fingí loco, fue para salvar el pellejo, y no creí que este simulacro que hice, para mejorar el colorido de la ficción, pudiera conducirte a... Recitativo LIVIETTA (Golpeándolo en el hombro) ¡Ah, gran bribón! TRACOLLO ¡Ay! (Se da una bofetada) LIVIETTA ¿Eso también lo sabes hacer? TRACOLLO El corazón me lo dijo. (para sí) Con mis manos debería estrangularme. LIVIETTA ¡Ahora, ahora yo misma te ajusticio! Recitativo TRACOLLO ¡No! ¡Detente! Yo mismo quiero satisfacer tus deseos. Porque muerto me quieres, no rehúso morir. Con mis propios pies voy a ponerme en manos de la justicia: ahora lo verás. Pero primero debes saber que oculto guardo mucho dinero, debajo aquel árbol, míralo bien, a ti te lo dejo. Oíd todos: hierbas, árboles, flores, tigres, panteras, lobos, osos, jabalíes, ovejas y pastores, sois testigos de mi última voluntad. Te dejo este corazón, como prenda de amor; ¡no lo desgarres más! Tirana, ¡adiós! Recitativo LIVIETTA (para sí) Me mueve a risa y al mismo tiempo a piedad. (A Tracollo) Oye... TRACOLLO ¿Qué quieres? LIVIETTA ¿Me amas realmente? TRACOLLO ¿Qué te parece? Piensa que tú eres mi juez. LIVIETTA No querría... basta ya. Vamos pues, lo hecho, hecho está. Si prometes cambiar de vida y dejar este infame oficio, seré tu esposa. TRACOLLO ¡Te lo juro! LIVIETTA Ten en cuenta que... TRACOLLO ¿De qué sirve? Te he dado mi palabra. LIVIETTA Pues bien, he aquí mi mano. TRACOLLO Vuelvo de la muerte a la vida. ¡Bendita ficción! LIVIETTA ¿Serás un hombre de bien? TRACOLLO Honrado. LIVIETTA ¿Fiel a tu mujer? TRACOLLO Fidelísimo. Y tú, mujer amadísima, ¿serás fiel a tu esposo? LIVIETTA Fidelísima. Final Dúo LIVIETTA Siempre en torno tuyo, cuál paloma a su querido palomo, te estaré diciendo cru... cruel ven a mí. TRACOLLO Siempre a tu lado, como el carnero junto a su amada ovejita, me verás diciendo be... bella, bella voy a ti. LOS DOS ¡Ah, qué gusto, qué felicidad! De alegría siento que se derrite mi corazón en el pecho. Digitalizado y Traducido por: José Luis Roviaro 2011 |