ATTO PRIMO
(Una spiaggia arida e
selvaggia nell'isola di Ceylan.
A destrae a sinistra, capanne
intessutedi stuoje e di bambù. Verso il proscenio, alcuni
grandi palmizi ombreggian
«cactus» giganteschi piegati
dal vento. Nel fondo, sovra uno
scoglio che domina il mare,
le rovine diun'antica pagoda
indiana. In distanza, il mare
rischiarato da un
sole ardente)
Scena Prima
(All'alzarsi della
tela, i pescatori dell'isola,
uomini, donne e fanciulli, ingombrano
la riva. Chi finisce di rizzar
le tende, chi dà l'ultima mano
alle capanne selvagge. Altri
danzano e bevono, al suono di
vari strumenti indiani e cinesi)
CORO
Sulle arene d'or, Dove l'onda muor, La tribù si pianti! E vi danzi al sol
Il virgineo stuol
Dalle treccie erranti! Il canto vostro sol val
A discacciar i demon del mal.
(Danze)
CORO DEI PESCATORI
Torniam ai mesti lidi, Ove vuol il destin Che la morte si sfidi, Incerti del bottin!
Dov'è l'onda più fonda, Audaci palombar... Rubiam la perla bionda, Al sen arcan del mar!
(Ripresa del coro)
Sull'arene d'or, Dove l'onda muor, La tribù si pianti!
E vi danzi al sol Il virgineo stuol, Dalle treccie erranti!
Il canto vostro sol val A discacciar i demon del mal!
(Danze)
Scena Seconda
ZURGA
Omai, dal giocondarsi a noi
convien ristar, Ora elegger si de' chi a noi la
legge apprenda, Chi ci protegga e ci difenda, Un re pien d'ardir ch'abbia
ognuno ad amar.
CORO Colui che noi vogliam per duce,
E re nominiam de la tribù, Dirtel dovea presago il cor, sei
tu!
ZURGA Chi? Io?
CORO Noi t'acclamiamo a nostro re!
La legge è sacra, che ci vien da
te!
ZURGA Giurate voi obbedienza?
CORO Sii nostro re.
ZURGA Io solo avrò l'onnipotenza?
CORO Sii nostro re.
ZURGA Or ben! E re sarò!
CORO Sii nostro re.
Tu sol onnipotente impera.
Noi ti nominiam.
(Nadir comparisce nel
fondo e scende gli scogli)
Scena Terza
CORO Ma vien talun!
ZURGA (Correndo incontro a
Nadir)
Nadir! amico dell'infanzia, Sei tu che dato è a me veder?
CORO E' Nadir! E' l'avventurier.
NADIR Sì, Nadir! Un antico fedel
d'un'altra età! La felice stagion, A voi presso rinasca. Della jungla e della selva,
Dove insidia il cacciator, Esplorai, siccome belva, Il mistero e il tenebror! Inseguialo, mano al pugnal,
Il tigron dall'occhio feral,
Lo giaguar e la pantera! E quanto ier, io fea... fidi
miei, Fareste voi doman.
CORO Sì, diamoci la man!
ZURGA Riman in mezzo a noi, Nadir, e
sii dei nostri!
NADIR Sì! I miei voti sin d'or, i gaudi
sono vostri!
ZURGA Dividi i nostri piacer! con me tu
dei Brindar, dei con essi danzar! Pria che all'opra lo spirto sia
intenso, Salutiamo il sol e l'aer e il mar
immenso!
(Ripresa del coro)
Sulle arene d'or, Ove l'onda muor, La tribù si pianti! E vi danzi al sol Il virgineo stuol, Dalle treccie erranti! ecc. ecc.
(Si riprendono le
danze; indi i pescatori si
disperdono in varie direzioni.
Zurga e Nadir restano soli in
scena)
Scena Quarta
ZURGA Sei tu che dinnanzi mi sta! Trascorsi tanti di', trascorsi
tanti guai In cui vissuto abbiam, l'un
dall'altro disgiunto. Del rivederci alfin il dolce
giorno è giunto! Or dimmi: al giuro tuo rimasto
sei fedel? Un puro amico in te rivedo, o un
traditor?...
NADIR Del mio fatal amor mi seppi far
signore!
ZURGA A me tu schiudi allor un lembo
del mio ciel! Come il tuo calmo è il core e, al
tuo simil, oblia Un di' di febbre e di follia!
NADIR No, no, nol dir! la calma il cor
trovò,
Ma l'oblio ei sperar non può!
ZURGA Che dì tu?
NADIR
O Zurga, quando avrem l'età
raggiunta insieme,
In cui il sogno dei varcati dì Dall'anima svanì, Rammemorar dovrai le nostre gite
estreme, E quella sosta ai pressi di
Candì!...
ZURGA Fuggiva il sol -s'udìa- nei
silenzi del ciel,
Il fervente bramin, al cader
della sera, Lentamente chiamar le turbe a la
preghiera!
NADIR (Alzandosi)
Del tempio al limitar,
Parato a fior ed or, Una vergine appar... Mi par vederla ancor!
ZURGA Una vergine appar... Mi par vederla ancor!
NADIR La turba, al Dio prostrata,
La contempla ammirata
E l'udiam mormorar:
Riguarda! è qui la diva,
Che dai limbi ci arriva,
Il creato a bear!
ZURGA (Alzandosi)
Sollevasi il suo velo...
Oh! vision del cielo!
La stiamo ad adorar!
Mira! è dessa! è la dea,
Che col guardo ci bea. Nuovo sole a noi ci appar!
NADIR Mira! è dessa! è la dea... ecc. Ma s'apre un varco ormai fra la
turba pregante...
ZURGA Il suo velo di già ci asconde il
bel sembiante...
NADIR Il mio sguardo allor la cerca
invan!
ZURGA Disparì!
NADIR Disparì! Ma nel mio seno, ahimè! Qual sorge ignoto ardore!
ZURGA Qual m'ange ambascia il core!
NADIR Respingi la mia man!
ZURGA Respingi la mia man!
NADIR Un amor che entrambi ispira L'un all'altro avversi fa!
NADIR E ZURGA No che nulla ne separi Ci unisce l'amistà. Restiam fedeli all'amistà. E' la diva, è dessa, Che il tuo cuore al mio legò,
E fedel a mia promessa Qual fratello io t'amerò. Un sol pensier, un sol sospir Ci deve ormai per sempre unir.
Scena Quinta
ZURGA Che miro? una piroga A questa volta voga!... Io l'attendea! Sien grazie,
Brahma, a te!
NADIR E chi attendevi tu?
ZURGA Ella appressa con noi. Vieni il suo arrivo a festeggiar. Una vergin ignota e bella al par
che saggia, Che gli anziani per noi (lo stile
è in ciò costante) Vanno in climi lontani, ogni
anno, a rintracciar, Agli sguardi un gran vel asconde
il suo sembiante, Nè alcun la può veder, niun la
deve accostar! Ma, sinchè noi peschiam, su
quello scoglio in piè, Ella prega e il suo canto, su
nostre teste, Disvia gli spiriti del mal, e le
tempeste!
CORO Ella vien! ella vien! Venga
tratta qui!
Scena Sesta
(Leïla avvolta in
ampio velo, comparisce nel
fondo, seguita da quattro fakiri e
da Nourabad.Nadir è accoccolato
a parte, e sembra assorto)
CORO DI DONNE (Circondando Leïla e
offrendole dei fiori)
Sorridi, t'appaga Incognita vaga. Dei miseri doni. Acqueti il tuo canto, Nuovissimo incanto, Del mar le tenzon E la schiera immonda De' spirti dell'onda S'involi a quel suon! Discaccia lontani I geni malsani Dell'antro silvan! Dèi schermo far,
Su noi vegliar!
ZURGA (Avanzandosi verso
Leïla) Sola, in fra mezzo a noi, casta
diva dell'onde, Giuri tu custodir il velo che
t'asconde? Giuri tu rimaner fedele al giuro
ognor? Giuri orar notte e dì del baratro
sul lembo? Col tuo canto sviar gli spiriti
del nembo E i vedovi tuoi di viver qui
senza amor?
LEÏLA Io lo giuro! Io lo giuro!
ZURGA
Se tu sai ciecamente
Obbedir solo a me,
Noi serberem per te
La perla più fulgente! L'umil fanciulla degna allor sarà
d'un re!
(Con accento di
minaccia)
Ma se tradissi mai, se il tuo
spirito soccomba
All'orrida insidia d'amor,
Guai! guai a te! non rivedrai
l'albor!
CORO Sì, guai a te!
ZURGA Per te s'apre la tomba!
Tu dèi perir!
NADIR (Alzandosi e
avanzandosi)
Ah! Fiero destin!
LEÏLA (Aa parte,
riconoscendo Nadir)
Ah! E' desso!
ZURGA (Prendendo la mano di
Leïla)
Ma che hai tu? La man tua
trasalisce! Un reo presentimento, ahi, forse
in cor ti sta? Ebben! il lido fuggi, ove il fato
ci unisce, Ritorna a libertà!...
CORO Parla!... rispondi!
LEÏLA (Collo sguardo volto
verso Nadir) Io resto qui se dovessi perir! Triste o felice il fato mio si
compia! Io resto, son con voi. Mia vita vi do!
(Alla voce di Leïla,
Nadir fa una mossa per
slanciarsi verso di lei, ma si
raffrena e nasconde la propria
emozione)
ZURGA Sta ben!... al guardo uman tu
rimarrai velata, Tu canterai per noi nella notte
stellata... Tu l'hai promesso!
LEÏLA
Io lo giurai!
CORO
Brahma, signor del ciel, ci
difenda tua mano!
Dè spiriti del mal tien
l'agguato lontano, O re del ciel, noi siam a' tuoi
piè! Ci prostriamo o re innanzi a te!
(Ad un cenno di
Zurga, Leïla si avvia per lo
stretto sentiero che guida alle rovine
del tempio, seguita da Nourabad
e dai fakiri; giunti
sull'alto dello scoglio, questi
ultimi si volgono e fan cenno alla folla
di fermarsi; indi dispaiono con
Leïla nei profondi meandri del
tempio; le donne e i fanciulli
si disperdono in varie
direzioni; gli uomini scendono
verso la riva. Zurga si
accosta a Nadir, gli tende la
mano, e si allontana coll'ultimo
gruppo di pescatori. Il
giorno vien man mano calando)
Scena Settima
NADIR (Solo)
A quella voce, il sen m'agitava
un affanno, Folle pensier! in lei riconoscer
credea... Ahimè, agli occhi miei dinante
Ahi! troppo il so, la stessa
vision Quante volte passò! No, no -rimorso è questo- deliro,
febbre rea, Lo dee Zurga saper. Io svelar
gliel dovea!... Spergiuro alla mia fè, la volli
riveder... La traccia sua scopriva, E qui seguita l'ho
E ignorato amator, Ascoso in mezzo ai fior, Ascoltava i suoi canti Negli spazi volanti!
Mi par d'udir ancora, Ascoso in mezzo ai fior, La voce sua canora, Sospirare l'amor! O notte di carezze, Gioir che non ha fin, Oh! sovvenir divin! Folli ebbrezze! Bel sogno. Delle stelle del cielo Al tremolante balen, La vegg'io d'ogni velo Render libero il sen! Oh! notte di carezze, Gioir che non ha fin, Oh! sovvenir divin! Di folli ebbrezze! Bel sogno.
(Si adagia sulla
stuoia e si assopisce)
CORO DEI PESCATORI (Fra le quinte)
Limpido è il ciel il mar è
immobile, lucente!...
Scena Ottava
(Leïla, guidata da
Nourabad e dai fakiri, comparisce sull'alto
scoglio, che domina il mare)
NOURABAD Tu ritta t'ergi or là, sullo
scoglio sporgente!
(I fakiri si
accoccolano ai piedi di Leïla,
ed accendono una catasta di rami e di
erbe secche, di cui Nourabad
avviva la fiamma, dopo di aver
tracciato colla punta di un
vincastro un cerchio magico in
aria)
Ai baglior del bracier, Dell'incenso al vapor che sal
insino al Dio, Canta!.., noi t'ascoltiam!
NADIR (Mezzo assopito al
proscenio)
Addio, bel sogno!... addio.
LEÏLA (Dall'alto dello
scoglio)
Brahma! gran Dio, supremo signore
del mondo!
CORO Brahma, gran Dio.
LEÏLA Siva, gran Dea, Regina dal folto crin biondo!
CORO Siva, gran Dea!
LEÏLA Spirti dell'aere, spirti Dell'onda, delle selve, Dei monti, del pian.
NADIR (Destandosi)
Ciel! quella voce ancora!
LEÏLA Chi ascolto mi da? Nei limpidi cieli, Degli astri tra i veli, Ai mesti chiaror, Ai fulvi baglior, Sul vortice china, Deserta regina, Vi veggo spuntar, Vi sento vagar! V'invoca, v'implora Il cor che v'adora, Al par d'augel, Mi libro nel ciel!
MALIARDE E CORO
(Tra le quinte) Deh! canta, canta ancora! La voce tua canora, Il canto tuo legger Scongiura i danni e i rei
pensier!
NADIR (Si trascina a' piedi
dello scoglio. Leïla si
curva verso di lui e scosta
per un istante il suo velo)
(A mezza voce)
Leïla, Leïla mia! Paventar più non dèi, A tuoi piè io qui stò, Pronto a sacrar miei dì Ognor in tua difesa.
LEÏLA Egli è qui... Ei m'intende.
Per te che l'anima adora, Io canto, mio dolce amor.
CORO
Deh! canta, canta ancora! ecc.
NADIR Deh! canta, o tu che adoro! ecc.
FINE DELL'ATTO PRIMO
ATTO SECONDO
(Le rovine di un
tempio indiano. Nel fondo un
terrazzo rialzato da alquanti
gradini, che domina il mare.
Palmizi e «cactus» s'ergono a
lato delle colonne infrante;
intrecci di liane, cariche di
fiori, pendono dagli architravi
e dalle vólte, rimaste
intatte. Il
cielo è stellato; i raggi della
luna rischiarano
vivamente il terrazzo dal fondo
ed un lato intero della scena)
Scena Prima
CORO
(Tra le quinte)
Sta l'ombra per calar, La notte spiega i veli E le stelle, dai cieli,
Si bagnan nell'azzurro immobile
del mar!...
NOURABAD (Muovendo verso
Leïla)
Toccato riva han le piroghe; o
Leïla. Per questa notte tace l'opera
nostra... Or qui posar puoi tu.
LEÏLA
Oh! Dei del ciel! Sola mi lasci?
NOURABAD Si, ma non tremar. Che paventi? Colà gli scogli
dirupati, Cui fa difesa il flagello del
mar;
Da questo lato il campo; e là,
di ferro armati,
Agitanti fra' denti il tremendo
pugnal,
Veglieranno i fakir!
LEÏLA Me protegga il gran Brahma!
NOURABAD Se il tuo vergin cor resta al
giuro fedel, Mia custodia t'affidi! Fia
sventata ogni trama!
LEÏLA Già prossima a perir, A un sacro giuramento
Fui fedel che pietà mi
strappò...
NOURABAD Tu?... Davver?...
LEÏLA
Ero fanciulla ancor... un dì...
me lo rammento...
Fuggiasco, ansante un uom,
implorante mercè.
Un asil mi chiedea nel mio
misero tetto...
Io promettea, straziato il cor
al triste aspetto,
Che salva, ascoso a ognun, la
vita avria per me. Ben tosto una barbara gente Accor, minacciante, furente, Mi s'investe, un pugnal s'appuntò
contro me, Muta sto, cade il dì, ci fugge;
in salvo egli è! Ma, pria di riparar nella fitta
savana, O generoso cor, diss'ei: «Tien,
questa collana Serba in memoria mia, che di mia
man ti dò! Io pur mi sovverrò» Gli avea la vita salva e il giuro
mantenni!
NOURABAD Sta ben! ad altro giuro or sii
fedel! A Zurga ne dei stretto conto...
Ci pensa E pensa al ciel!
(Esce coi fakiri)
CORO
(Interno) Sta l'ombra per calar, La notte spiega i veli E le stelle, dai cieli, Si bagnan nell'azzurro immobile
del mar!...
Scena Seconda
LEÏLA (Sola)
La notte è scesa e sola io
son... sola, In fra quest'ombre, ove il
silenzio regna!
(Guardandosi intorno
con paura)
Io vacillo! ahimè! e fugge il
sonno a vol!...
(Guardando dal lato
del terrazzo)
Ma egli è là... il cor illudersi
non suole!
Siccome un dì caduto il sole
Nell'ombra ove a tutti dispar,
Ei sta la mia notte vegliando...
In pace alfin poss'io sognar!
E' lui!... lo potei ravvisar!
E' lui!... rincorata son io!...
S'appagò l'immenso desio!...
Ei sol per me sapea tornar!
Siccome un dì caduto il sole
Nell'ombra ove a tutti dispar,
Ei sta la mia notte vegliando,
In pace alfin poss'io sognar.
NADIR (Dall'interno) De la mia vita, Rosa assopita Tra l'alghe, in braccio al verde
mar, Là, dov'è l'onda Limpida e fonda, Il bel pallor e il crine
d'or Vedea brillar!... La mia diletta Il bacio aspetta Di chi per lei vorria morir...
Ne irradia il viso Etereo riso E veggo l'onda intiepidir Il suo sospir!.
LEÏLA Ciel... la voce s'appressa... Dolce incanto m'attragge... ci
vien... ci vien!
(Nadir comparisce sul
terrazzo. Ei s'avanza con precauzione e
scende verso le rovine)
Scena Terza
NADIR Leïla mia! Leïla mia!
LEÏLA Sommi Dei, è Nadir!
NADIR Son io che vengo a te!
(Si slancia verso
Leïla)
LEÏLA Il ripido sentier, che a picco
l'erto ascende, Tentar volle il tuo piè?
NADIR A me fu guida un Dio, celeste
ardor m'accende, Alfin son presso a te!
LEÏLA Ed or che chiedi a me?... Va!
perduti siam noi!
NADIR Dà pace al tuo terror!...
perdona!...
LEÏLA Lo giurai! Non fia che un guardo volga, che
porga ascolto a te.
NADIR Ah, grazia, del mio dolor mercè!
LEÏLA Salvar ancor ti puoi. Ah! ten
va...
NADIR E' il dì lontan ancora!... non
fia che alcun s'incolga. Sorridi a tanto amor!
LEÏLA No! da me ten va... Sì, hai
tempo ancora!
NADIR Ah! perchè discacciar Chi nel pianto t'adora.
LEÏLA Ah, la morte innanzi stà Di me, di te, di noi pietà.
NADIR Non hai compreso un cor fedel,
Allor che l'ombra ascesa in
ciel,
Stava quest'alma estasiata
Ad ascoltar la tua voce amata!
LEÏLA Me ne sovvien, o cor fedel,
Allor che l'ombra ascesa in
ciel,
Io palpitava inebriata
Di voluttà giammai sognata!
NADIR Promesso avea la tua vergin
corona Con un sospiro non profanar,
Ma... dell'amor mai lo strale
perdona,
Potea, mio ben, la tua luce
evitar?
LEÏLA Nel suon lontan del tenero tuo
canto Io divinai il sospir d'un fedel!
Io t'attendea... ti sentiva
d'accanto,
La voce tua trasportavami in
ciel!
NADIR E' mai ver?... Che dì tu?... ho!
celeste gioir. Sì! hai tu compreso un cor fedel,
Allor che, l'ombra ascesa in
ciel, Stava quell'alma estasiata Ad ascoltar la tua voce amata!...
LEÏLA Me ne sovviene, o cor fedel...
Allor che l'ombra ascesa in
ciel,
Io palpitava inebriata Di voluttà giammai sognata! Deh! torna, torna o caro, in te!
Dei fuggir, Io tremo!...
NADIR Ogni notte, mio ben, nell'ombra
ci vedremo...
LEÏLA Sì, doman t'attenderò!
NADIR Doman, cor mio ti rivedrò!
(Si separano. Colpo
di fuoco nelle quinte. Leïla manda un grido
e cade in ginocchio)
NOURABAD E I FAKIRI
Sventura a noi! Sventura a lor!
Corra ognun a punir i fellon
traditor!
(Attraversano il
fondo della scena, inseguendo
Nadir)
Scena Quarta
CORO Quale voce ci appella? Quale cupa novella?
Qual presagio fatal
Or gli spiriti assal!?
(La tempesta scoppia
con la massima furia)
Oh! notte funesta! Oh! fiera tempesta!
Ai culmini sal
Il fiotto feral!
(Ricompare Nourabad,
seguito dai fakiri, muniti di
torce)
La pallida orante Sta muta, anelante... Perchè quel terror? Oh! notte d'orror!
NOURABAD In questo sacro asilo,
dove
stanza han gli Dèi, Un uomo, uno stranier, dagli
scogli del mar, Furtivo il piè...
CORO Che dic'ei?
NOURABAD Osò portar...
CORO E fia ver?
NOURABAD (Additando Nadir che
vien tratto dal fondo e Leïla)
Nanzi a voi qui stanno entrambi i
rei!
CORO Nadir!... Oh! traditor!...
(Minacciando coi
pugnali imbranditi Nadir e
Leïla)
Non trovi lor sorte
Nè pietà, nè mercè!...
Perire dovran...
Orrenda una morte
Li deve colpire...
Dell'atre tenebre
La fiera deità
L'abisso funèbre
Per essi aprirà!
LEÏLA
Minaccia fatal!
Funesto avvenir
La morte m'assal,
La sento venir.
NADIR Dovete me sol, Crudeli colpir!
Di sangue a la sete Sol basti Nadir!
(I pescatori si
scagliano per ferirli. Nadir
fa riparo col suo
petto a Leïla)
Scena Quinta
ZURGA Altilà! a me solo l'impero, a me
sol...
CORO Perir dovranno! Non v'ha pietà!
ZURGA Mi fu dato da voi L'impero e obbedienza a me si
deve!
Fidi miei, ho il vostro giuro
Obbedite io lo vò.
(I pescatori si
fermano indecisi e stanno disputando fra
loro sottovoce)
CORO (In atto di
sommissione, volgendosi a Zurga) Si sparmi allora il fellon
venturiero! Zurga lo vuol... egli ha su noi
impero!
ZURGA (Sottovoce a Leïla e
a Nadir) Convien fuggir...
NOURABAD (Strappando il velo
di Leïla) Pria di fuggir, le tue sembianze
svela!
ZURGA (Ravvisando Leïla) Ah! Che mirai?... era dessa!...
oh furor! Vendicar mi si de'!... Il Dio scagliò maledizion su lor!
Non trovi lor sorte Pietade, mercè! Orribile morte Colpire li de'!
LEÏLA Minaccia fatal, Funesto avvenir! La morte m'assal!, La sento venir!
NADIR Dovete me sol Crudeli, colpir!
Del sangue a la sete Sol basti Nadir!
NOURABAD e CORO Non trovi lor sorte, Pietade, mercè! Orrenda una morte Colpire li de'!
(La tempesta scoppia
colla massima forza)
NOURABAD Ah! la folgore sta Tutti noi per colpir! O Brahma!
TUTTI I PESCATORI
(Cadendo in
ginocchio)
Brahma, signor del ciel ci
difenda tua mano.
Dè spiriti del mal tien
l'agguato lontano.
O re del ciel noi siam ai tuoi
piè.
Noi ci prostriam, o re, innanzi
a te.
(Ad un cenno di
Zurga, Nadir vien tratto a forza
dai pescatori, mentre i
fakiri trascinano seco loro
Leïla)
FINE DELL'ATTO
SECONDO
ATTO TERZO
Quadro Primo
(Una tenda indiana,
chiusa da cortine; una lampada arde sopra un
piccolo tavolo di giunco
Scena Prima
ZURGA (Solo) (Zurga è adagiato
sopra una stuoja e sembra
assorto nei suoi pensieri. Poco
appresso si alza, si avvia verso
il fondo, scosta i lembi delle
cortine e guarda di fuori)
Il nembo si calmò il vento
anch'esso tace, E, al par, anche l'ire hanno
pace!
(Lascia ricadere le
cortine)
Io sol invoco invan la calma e il
sonno io sol. Me strugge orribil febbre e
d'immagin funesta Il mio pensier s'arresta! Nadir spirar dovrà al sorger del
sol!
(Ricade accasciato
sovra i cuscini)
O Nadir, primo amor d'età
lontana. Allor che a morte ti dannava,
ahimè! Da qual ira cieca insana Era invaso allor il cor!
(Alzandosi con
accento disperato)
No, no, non fu, non fia!...
La mente mia travia! Non tu, tradita hai la tua fè! Non v'ha quivi reo infuor di me!
Oh, dolor! Ah, che facea...
O Nadir, primo amor d'età
lontana,
O Leïla, radiante beltà. Per pietà all'ira insana vi
piaccia perdonar... Si a chi più ben non ha! Mio malgrado il rimorso m'opprime Nadir, o Leïla, ahimè Mi mette orror l'insana crudeltà!
(Cade nuovamente
accasciato. Leïla comparisce
all'ingresso della
tenda. Due pescatori, brandendo
il pugnale, le stringono
i polsi, minacciandola)
Scena Seconda
ZURGA Chi vegg'io? Oh, ciel! Leïla!
(Fra se)
Qual ansia Il primo ardor al vederla
rinasce.
(A Leïla)
Presso a me? Che ti guida?
LEÏLA
Io ti volli parlar...
A te sol!...
ZURGA Sta ben!
(Ai pescatori)
Uscite! Lo vò!...
Scena Terza
LEÏLA (Fra se)
Qual m'assal rio terror! Da quel
barbaro core
Ahimè, che m'è dato sperar?
Gli ferve in sen la tetra
procella!
ZURGA (Come sopra) Fremo d'ansia e d'affanno! Sommi
Dei, quanto è bella! Sì più bella ancora, mentre sta
per morir! Il dio crudel, che qui l'ha
tratta, L'atroce palpito volle punir!
LEÏLA (Come sopra) Lo sguardo suo or mi fa trasalir!
ZURGA
(A Leïla) Ma non tremar! t'accosta! io
t'ascolto.
LEÏLA Da te mercede imploro! ` Di Brahma per la fè, Del mio crudo martoro, Risparmia chi reo non è.
Temer non so per me,
Per lui soltanto io tremo.
Deh! cedi a tanto amaro pianto
Concedi a noi mercè!
L'anima sua mi diede, Tutto il mio cielo egli è! Celeste fiamma, ahimè! Ah, pietà! Di lui, di noi pietà!
L'ardente mia preghiera Ti possa impietosir! In te soltanto spera L'atroce mio martir! M'accorda, tu che il puoi, la
vita sua. Ti lascia impietosir. Ah, fammi lieta morir.
ZURGA Farti lieta morir? Ah, Nadir, perdonar io forse lo
potea, Che i nostri cor univa l'amistà, Ma tu l'ami!... tu l'ami, il
motto solo Val l'odio mio feroce a ravvivar! Ei perirà per te che il volesti
salvar.
LEÏLA Deh! placa il tuo furore. Ascolta il mio dolore.
ZURGA Ogni tua prece è vana Geloso io son!
LEÏLA Ahimè! Ti lascia impietosir.
ZURGA
Di costui, Donna rea, più che al par io
t'amai!
LEÏLA Dell'amor mio, Nadir, A te vien colpa data!
ZURGA D'esser amato è reo, Mentre odiato io son!
LEÏLA (A Zurga)
Deh, di tua mano almen
Non gli squarciar il sen!
Deh! sia dal tuo furor
Io sol sacrificata!
Per pietà! Per tuo Dio!
ZURGA Tu l'ami, ci dee perir!
LEÏLA Ebbene!... or va L'ultrice vampa, o vil, ad
attizzar! La vita mia ti prendi!... L'empia pira si accendi, Ma i rimorsi più orrendi T'inseguiranno ognor! I rei fati si compiano Abbia un rogo congiunti, Come appena il dì spunti, I dolcissimi amor!
ZURGA Con Nadir dèi perir! non ho
pietà!
LEÏLA Spietato cor! O vil! Sii
maledetto, Odio sol ho per te, Per esso eterno amor!
ZURGA O, furor!
Scena Quarta
(I precedenti.
Nourabad, che ricompare nel
fondo,
seguito da
alcuni pescatori. Grida di
gioia, in distanza)
NOURABAD Non odi tu questo grido di festa? E’ giunta l’ora!
LEÏLA La vittima è presta!
ZURGA Andiam!
LEÏLA Per me si schiude il ciel!
(Ad un giovane
pescatore)
Fratel, questo monil, appena
ch'io sia morta
Alla mia madre porta!
(Gli porge una
collana di perle)
Va, va, in ciel io pregherò per
te!
(Leïla vien tratta
fuor di scena. Zurga si accosta,
rapidamente al pescatore, gli
strappa di mano la collana di
perle, e nel riguardarla manda un
grido di stupore, indi si
slancia sulle traccie di Leïla).
Quadro Secondo
(Una landa selvaggia.
Nel mezzo della scena, un rogo.
Fuochi accesi in varie parti
proiettano sulla scena bagliori
sinistri. A destra del rogo, un
tripode, con sovrapposta una
conca per ardervi profumi)
Scena Prima
CORO E DANZE
(Gli indiani, in preda
all'ebbrezza, intrecciano danze
sfrenate; il vino di palma
circola nelle tazze ricolme)
Appena del ciel
Un raggio abbia il vel
Dell'ombra fugato, Un sacro furor Avrà di costor Il sangue versato! O divin licor,
Deh! versaci in cor L'ebbrezza del forte! E lor turbi il sen
Il tetro balen, Presagio di morte! Brahma!... Brahma!... del ciel
signor e re!
Scena Seconda
(Leïla e Nadir
compaiono, preceduti dai sommi sacerdoti, alla
cui testa è Nourabad)
(Marcia funebre)
NOURABAD Tetre divinità In vostra mano Zurga omai li dà!
CORO Tetre divinità In vostra mano Zurga omai li dà!
(Un bagliore
rossastro, che rischiara ad un
tratto il fondo della scena, fa
supporre agli indiani che stia
per spuntar il giorno)
NOURABAD ED IL CORO
(con impeto, agitando
i pugnali) Penetra il giorno tra la nube, il
sole Risplende!... raggiunta è
l'ora!... feriam!... Sì!...
(Mentre Nadir e Leïla
stanno per salire il primo
gradino del rogo, Zurga
irrompe sulla scena con un'ascia
in mano)
Scena Terza
ZURGA No! non è questo il dì. Mirate, è
il foco: Foco del ciel,
Che irato il Dio
su noi lanciò! Accorra ognun! La vampa ha già invaso e consuma
il vostro campo. Accorra ognun! forse in tempo
sarete I figli vostri alla morte
strappar! Vi possa il Dio guidar
(Gli indiani escono
tumultuosamente. Nourabad rimane
solo con Zurga, Nadir
e Leïla. Egli getta man mano
alcuni aromi sul fuoco
sacro; indi si nasconde per
intender quanto Zurga sta per dire)
ZURGA (A Nadir e a Leïla)
Acceso di mia man fu l'incendio
fatale,
Che minaccia i lor dì e a trarvi
in salvo vale.
Franti i nodi già son!...
sovvengati che un dì,
Io salvo fui per te, che salva
or sei per me!
(Le mostra la collana
e spezza i ferri che li tenevano
avvinti. Nourabad, che ha
tutto udito, alza le mani al
cielo, e corre a darne parte agli
indiani)
Scena Quarta
LEÏLA E NADIR (tenendosi
strettamente abbracciati) Fascino etereo! Celeste incanto!
A te d'accanto
Sgorga il mio pianto A noi presago di dolce avvenir!
Ha un angiol frante
Le infami ritorte,
In vita, o in morte Niun tanto amplesso potrà
disunir!
ZURGA
Fascino etereo!
Sublime incanto!
Senza rimpianto Per farli salvi me dannò a perir!
Ahi! qual li investe
Ardor celeste.
Per farli salvi si corra a
morir!
Oh, ciel quanto s'amano!
LEÏLA Oh, divina ebbrezza!
NADIR (In estasi amorosa) Già nuovi rai scintillano Colà, nel gran seren, E l'alma nostra slanciasi Del nuovo giorno in sen!
LEÏLA
(Come sopra) Già, d'ogni nube sgombrasi In terra il tetro vel, E noi voliam cogli angeli . Al desiato ciel!
(L'orchestra accenna
al motivo del primo coro con
crescendo affannoso)
ZURGA Essi vengon! Son qua! Fuggite! E'
sgombro un vano!
(A Nadir)
Tu traggi l'angiol tuo dal fero
asil lontano!
LEÏLA E NADIR Ma tu? ma tu?
ZURGA Dio sol sa l'avvenir!
LEÏLA E NADIR Noi ti potremo ancor riveder,
benedir! (Nadir e Leïla
fuggono. In pari tempo Nourabad e gli
indiani invadono la scena)
Scena Quinta
NOURABAD (Additando Zurga) Il traditor ha salva lor la vita. Acceso di sua man fu l'incendio,
che sfogo. Nella selva or ha! non sia deluso
il rogo!
CORO (Gli indiani si
avventano contro Zurga e lo traggono a forza
verso la pira) Ei de' perir! ah sì! perir ci
de'! La pira funesta
E' pronta già.
Suoni il grido feral
Nella cupa foresta. Oh! Brahma! Brahma!
ZURGA Addio, o Leïla mia, Io ti do la mia vita.
(Il rogo divampa.
Zurga scompare in mezzo alle
fiamme. Il telone del fondo
si scosta, e si scorge la
foresta in preda all'incendio)
CORO O Brahma! Scaglia, si dal ciel
Sul vile ribel
Del folgore l'ira! Non v'ha più mercè!
Perir egli de'!
Sull'orrida pira!
(L'incendio va sempre
più dilatandosi)
I pallidi rai
Appaion omai Nei cieli albeggianti.
Vendetta sù rei
Ottenner gli Dèi, Prostriamoci oranti!
(Tutti si prostrano,
indi si alzano colle braccia
tese al cielo)
Ah! Brahma!
CALA LA TELA

|
ACTO
PRIMERO
(Una
playa
árida
y
salvaje
en
la
isla
de
Ceylán.
A
derecha
e
izquierda,
chozas
tejidas
con
estera
y
bambú.
Hacia
el
proscenio,
unas
grandes
palmeras
dan
sombra
a
gigantescos
"cactus"
doblados
por
el
viento.
Al
fondo,
sobre
una
roca
que
mira
al
mar,
las
ruinas
de
una
antigua
pagoda
india.
A lo
lejos,
el
mar
iluminado
por
un
sol
abrasador)
Escena
Primera
(Las
familias
de pescadores de la isla
abarrotan la orilla.
Unos terminan de levantar sus tiendas, otros dan
los últimos toques a sus primitivas chozas. Otros
bailan y beben, al son de instrumentos indúes o chinos)
CORO
¡En
las
arenas
doradas,
donde
mueren
las
olas,
habita
nuestra
tribu!
¡Y
bailan
al
sol
numerosas
vírgenes
con
sus
trenzas
al
viento!
¡Su
canto
lo
dedican
a
ahuyentar
a
los
demonios
del
mal.
(Danzan)
CORO
DE
PESCADORES
Volvamos
a
nuestras
tristes
costas,
donde
el
destino
manda
desafiar
a la
muerte,
¡por
un
incierto
botín!
¿Dónde
está
la
ola
más
profunda,
valientes
buzos...?
¡Robemos
la
perla
dorada,
del
misterioso
seno
del
mar!
(Repite
el
coro)
¡En
las
arenas
doradas,
donde
mueren
las
olas,
habita
nuestra
tribu!
¡Y
bailan
al
sol
numerosas
vírgenes
con
sus
trenzas
al
viento!
¡Su
canto
lo
dedican
a
ahuyentar
a
los
demonios
del
mal.
(Danzan)
Escena
Segunda
ZURGA
Ya,
de
las
diversiones
conviene
descansar.
Ahora
elijamos
a
uno
de
nosotros
que
conozca
las
leyes.
Que
nos
proteja
y
defienda.
Un
rey
lleno
de
audacia
al
que
todos
debemos
amar.
CORO
Aquel
a
quien
queremos
como
caudillo,
y
nombramos
rey
de
la
tribu,
según
nos
dicta
nuestro
corazón,
¡eres
tú!
ZURGA
¿Quién?
¿Yo?
CORO
¡Te
aclamamos
como
nuestro
rey!
¡La
ley
será
sagrada,
cuando
venga
de
ti!
ZURGA
¿Me
Juráis
obediencia?
CORO
Sé
nuestro
rey.
ZURGA
¿Solo
yo
tendré
todos
los
poderes?
CORO
Sé
nuestro
rey.
ZURGA
¡Está
bien!
¡Seré
vuestro
rey!
CORO
Sé
nuestro
rey.
Tú
solo
todopoderoso,
reina.
A ti
te
nombramos.
(Nadir
aparece
en
el
fondo
y
baja
por
las
rocas)
Escena
Tercera
CORO
¡Alguien
viene!
ZURGA
(Corriendo
al
encuentro
de
Nadir)
¡Nadir!
amigo
de
la
infancia,
¿eres
tú a
quien
nuevamente
veo?
CORO
¡Es
Nadir!
El
aventurero.
NADIR
¡Sí,
Nadir!
¡Un
antiguo
amigo
de
otras
épocas!
Los
felices
tiempos,
renacerán
junto
a
ti.
¡En
la
selva
y el
bosque,
donde
el
cazador
acecha,
exploré,
como
una
bestia
más,
el
misterio
y la
oscuridad!
¡Perseguí,
puñal
en
mano,
al
gran
tigre
de
ojos
ardientes,
al
jaguar
y la
pantera!
Y lo
que
ayer
hiciera...
creedme,
Lo
haría
con
vosotros
mañana.
CORO
¡Sí,
démosle
nuestra
mano!
ZURGA
¡Quédate
entre
nosotros,
Nadir,
y sé
de
los
nuestros!
NADIR
¡Sí!
¡Mis
votos
desde
ahora,
contento,
los
hago
tuyos!
ZURGA
¡Debes
compartir
con
nosotros
nuestros
placeres!
¡Baila
y
canta
con
ellos!
¡Antes
de
que
nos
dediquemos
con
esfuerzo
al
trabajo,
saludemos
al
sol
y al
aire
y al
mar
inmenso!
(Repite
el
coro)
¡En
las
arenas
doradas,
donde
mueren
las
olas,
habita
nuestra
tribu!
¡Y
bailan
al
sol
numerosas
vírgenes
con
sus
trenzas
al
viento!
etc.,
etc.
(Al
finalizar los bailes, los pescadores se
dispersan. Zurga y Nadir quedan solos en la escena)
Escena
Cuarta
ZURGA
¡Eres
tú
quien
está
frente
a
mí!
Han
pasado
muchos
días,
han
pasado
muchos
sucesos
que
hemos
vivido,
separados
el
uno
del
otro.
¡Llegó
el
dulce
día
de
volver
a
vernos!
Ahora
dime:
¿al
juramento
que
hiciste
eres
fiel?
¿Un
amigo
puro
en
ti
vuelvo
a
ver,
o un
traidor?...
NADIR
¡De
mi
amor
fatal
supe
hacerme
dueño!
ZURGA
¡Me
abres
entonces
un
borde
de
mi
cielo!
¡Como
tu
corazón
está
en
calma,
ante
tu
amigo,
olvida
aquel
día
de
fiebre
y
locura!
NADIR
¡No,
no,
no
lo
digas!
el
corazón
halló
la
calma
¡Pero
el
olvido
no
lo
esperes
jamás!
ZURGA
¿Qué
dices?
NADIR
Oh,
Zurga,
cuando
hayamos
alcanzado
juntos
esa
edad,
en
que
el
recuerdo
de
los
días
pasados
se
hayan
desvanecido
del
alma.
¡Deberemos
recordar
nuestros
lejanos
viajes,
y
nuestra
parada
cerca
de
Kandy!...
ZURGA
El
sol
huía
-se
oía-
en
el
silencio
del
cielo,
¡El
ferviente
Brahma,
al
caer
la
tarde,
llama
lentamente
a la
multitud
a la
oración!
NADIR
(Levantándose)
Del
templo,
en
su
interior,
adornada
de
flores
y
oro,
una
virgen
aparece...
¡Parece
como
si
aun
la
viera!
ZURGA
Una
virgen
aparece...
¡Parece
como
si
aun
la
viera!
NADIR
La
gente,
postrada
al
Dios,
La
contempla
admirada
Y se
le
oye
murmurar:
¡Mirad!
¡aquí
está
la
diosa,
que
desde
los
cielos
llega,
para
adorar
la
Creación!
ZURGA
(Levantándose)
Su
velo
se
levanta...
¡Oh,
visión
celestial!
¡La
vamos
a
adorar!
¡Mira!
¡Es
ella!
Es
la
diosa,
que
con
la
mirada
nos
protege.
¡Un
nuevo
sol
aparece
ante
nosotros!
NADIR
¡Mira!
¡Es
ella!
Es
la
diosa...
etc.
Ahora
se
abre
camino
entre
la
multitud
que
reza...
ZURGA
Su
velo
ya
nos
oculta
el
bello
rostro...
NADIR
¡Mi
mirada
la
busca
entonces
en
vano!
ZURGA
¡Desaparece!
NADIR
¡Desaparece!
Pero
en
mi
interior,
¡ay!
¡Un
ardor
desconocido
surge!
ZURGA
¡Que
me
trastorna
y
embarga
el
corazón!
NADIR
¡Rechazas
mi
mano!
ZURGA
¡Rechazas
mi
mano!
NADIR
¡Un
amor
que
inspira
a
ambos
convertirnos
en
rivales!
NADIR Y ZURGA
No;
que
nada
separe
la
amistad
nos
une.
Permanezcamos
fieles
a
nuestra
amistad.
Es
la
diosa,
es
ella,
la
que
tu
corazón
ató
al
mío,
y
fiel
a mi
promesa
te
amaré
como
a un
hermano.
Un
solo
pensamiento,
un
único
suspiro
deberá
unirnos
desde
ahora
para
siempre.
Escena
Quinta
ZURGA
¿Qué
veo?
una
piragua
a
estas
horas
remando!...
¡La
esperaba!
¡Oh,
dios
Brahma!
¡Gracias!
NADIR
¿Y a
quién
esperabas?
ZURGA
Ella
se
acerca
a
nosotros.
Ven
a
celebrar
su
llegada.
Una
desconocida
virgen,
tan
hermosa
como
sabia,
que
los
más
ancianos
(según
una
vieja
costumbre)
van
a
lejanos
lugares,
cada
año,
a
buscar.
Un
gran
velo
oculta
de
las
miradas
su
rostro.
¡Nadie
lo
puede
ver,
nadie
se
le
debe
acercar!
Pero,
mientras
pescamos,
al
pie
de
esa
roca,
ella
reza,
y su
canto,
¡sobre
nuestras
cabezas,
ahuyenta
a
los
espíritus
del
mal
y de
las
tormentas!
CORO
¡Ella
viene,
ella
viene!
¡Que
la
traigan
aquí!
Escena
Sexta
(Leila,
envuelta
en
un
gran
velo,
aparece
al
fondo,
seguida
de
cuatro
faquires
y
Nourabad.
Nadir
se
acurruca
a un
lado
y
parece
absorto)
CORO
DE
MUJERES
(Rodeando
a
Leila
y
ofreciéndole
flores)
Sonríe,
regocíjate
desconocida
errante,
con
estos
pobres
regalos.
Que
tu
canto
acalle,
con
renovado
poder,
la
furia
del
mar.
¡Y
que
la
hueste
inmunda
de
los
espíritus
de
las
olas
huya
con
aquel
sonido!
¡Ahuyenta
lejos
los
genios
malignos
de
los
antros
silvanos!
¡Sé
nuestro
escudo!
¡Vela
por
nosotros!
ZURGA
(Avanzando
hacia
Leila)
Sola,
entre
nosotros,
casta
diosa
de
las
olas:
¿Juras
custodiar
el
velo
que
te
oculta?
¿Juras
que
siempre
serás
fiel
al
juramento?
¿Juras
orar
noche
y
día
en
el
borde
del
abismo?
Con
tu
canto
alejarás
los
espíritus
de
las
nubes
¿Y
como
una
viuda,
vivir
aquí
sin
amor?
LEILA
¡Lo
juro!
¡Lo
juro!
ZURGA
¡Si
eres
capaz
de,
ciegamente,
obedecerme
sólo
a
mí,
nosotros
te
reservaremos
la
perla
más
resplandeciente!
¡Y
la
humilde
muchacha
será
digna
de
un
rey!
(Con
acento
amenazante)
Pero
si
alguna
vez
nos
traicionas,
si
tu
espíritu
sucumbe
a la
horrible
trampa
del
amor,
¡cuidado!
¡ay
de
ti!
¡no
volverás
a
ver
el
amanecer!
CORO
Sí,
¡ay
de
ti!
ZURGA
¡Para
ti
se
abrirá
la
tumba!
¡Morirás!
NADIR
(Levantándose
y
avanzando)
¡Ah!
¡Destino
cruel!
LEILA
(Aparte,
reconociendo
a
Nadir)
¡Ah!
¡Es
él!
ZURGA
(Cogiendo
la
mano
de
Leila)
¿Qué
te
ocurre?
¡Tu
mano
se
estremece!
¿Un
presentimiento
culpable,
ay,
tal
vez
en
tu
corazón?
¡Pues
bien!
huye
de
esta
orilla,
donde
el
destino
te
trajo,
¡Vuelve
a la
libertad!...
CORO
¡Habla!...
¡responde!
LEILA
(Con
los
ojos
vueltos
hacia
Nadir)
¡Me
quedaré
aquí,
aunque
perezca!
¡Triste
o
feliz,
se
cumpla
mi
destino!
Me
quedo,
estoy
contigo.
¡Mi
vida
te
doy!
(Ante
las
palabras
de
Leila,
Nadir
hace
intención
de
correr
hacia
ella,
pero
se
contiene)
ZURGA
¡Está
bien!...
a la
mirada
humana
permanecerás
oculta,
Cantarás
para
nosotros
en
la
noche
estrellada...
¡Lo
prometiste!
LEILA
¡Lo
juré!
CORO
¡Brahma,
señor
del
cielo,
que
tu
mano
nos
defienda!
Los
espíritus
del
mal
nos
acechan
desde
la
lejanía,
¡Oh
rey
de
los
cielos,
estamos
a
tus
pies!
¡Nos
inclinamos
ante
ti!
(A
una
señal
de
Zurga,
Leila
de
dirige
al
estrecho
camino
que
conduce
a
las
ruinas
del
templo,
seguida
por
Nourabad
y
los
Faquires;
al
llegar
a la
cima
de
la
roca,
estos
últimos
se
dan
la
vuelta
y
hacen
un
gesto
a
la
gente
para
que
se
detenga;
luego
desaparecen
con
Leila
en
las
profundidades
del
templo,
las
mujeres
y
los
niños
se
dispersan
en
varias
direcciones,
los
hombres
descienden
hacia
la
orilla,
Zurga
se
acerca
a
Nadir,
le
tiende
la
mano
y se
va
con
el
último
grupo
de
pescadores)
Escena
Séptima
NADIR
(Solo)
Ante
esa
voz,
una
turbación
agitó
mis
sentidos,
¡Loca
ilusión!
en
ella
creí
reconocer...
¡Ay
de
mí!
ante
mis
ojos
¡ay!
demasiado
bien
lo
sé,
¡la
misma
visión
que
tantas
veces
tuve!
No,
no;
esto
son
remordimientos,
fiebre,
delirio.
Zurga
debe
saberlo.
¡Yo
se
lo
revelaré!...
Perjuro
a mi
fe,
quise
volver
a
verla...
Tratando
de
seguir
su
rastro,
hasta
aquí
la
seguí.
¡E
ignorado
amante,
escondido
entre
las
flores,
escuchaba
sus
cantos
en
los
espacios
etéreos!
¡Me
parece
escuchar
aún,
escondido
entre
las
flores,
su
melodiosa
voz,
suspirar
de
amor!
Oh,
noche
de
caricias,
goce
que
no
tiene
fin,
¡oh,
recuerdo
divino!
¡loca
embriaguez!
Dulce
sueño.
¡De
las
estrellas
del
cielo
en
su
tembloroso
destello,
la
veo
desde
sus
velos
liberar
mis
sentidos!
Oh,
noche
de
caricias,
goce
que
no
tiene
fin,
¡oh,
recuerdo
divino!
¡loca
embriaguez!
Dulce
sueño.
(Se
acuesta
en
una
estera
y se
queda
dormido)
CORO
DE
PESCADORES
(Entre
bastidores)
¡Claro
está
el
cielo,
calmo
está
el
mar,
luminoso!...
Escena
Octava
(Leila,
llevada
por
Nourabad
y
los
faquires,
aparece
en
la
alta
roca
que
domina
el
mar)
NOURABAD
¡Permanece
erguida
allí,
en
la
roca
que
sobresale!
(Los
faquires
se
postran
a
los
pies
de
Leila,
y
preparan
un
montículo
de
ramas
y
hierbas
secas,
a
las
cuales
Nourabad
prende
fuego,
tras
trazar
un
círculo
mágico
en
el
aire)
Al
resplandor
de
las
brasas,
del
incienso
humeante
que
sube
hacia
Dios,
¡canta!..,
¡te
escuchamos!
NADIR
(Medio
dormido
en
el
proscenio)
¡Adiós,
dulce
sueño!...
adiós.
LEILA
(Desde
lo
alto
de
la
roca)
¡Brahma!
¡Gran
Dios,
supremo
señor
del
mundo!
CORO
Brahma,
gran
Dios.
LEILA
Shiva,
gran
Diosa,
¡Reina
de
tupidas
crines
doradas!
CORO
¡Shiva,
gran
Diosa!
LEILA
Espíritus
del
aire,
espíritus
de
las
olas,
de
las
selvas,
de
las
montañas,
de
las
llanuras.
NADIR
(Despertando)
¡Cielos!
¡esa
voz
otra
vez!
LEILA
¿Quién
me
escucha?
En
los
límpidos
cielos
de
estrellas,
entre
los
velos,
con
melancólico
fulgor,
con
rojizo
resplandor.
En
el
remolino
envuelta,
de
solitaria
reina,
¡te
veo
aparecer,
te
siento
vagar!
Te
llama,
te
implora
el
corazón
que
te
adora.
Lo
mismo
que
un
pájaro,
revolotea
en
el
cielo!
HECHICERAS
Y
CORO
(Entre
bastidores)
¡Oh!
¡canta,
canta
de
nuevo!
¡Tu
melodiosa
voz,
tu
leve
canto,
ahuyenta
los
males
y
los
pensamientos
funestos!
NADIR
(Se
arrastra
hasta
el
pie
de
la
roca.
Leila
se
inclina
hacia
él y
se
retira
por
un
instante
el
velo)
(En
voz
baja)
¡Leila,
Leila
mía!
No
temas
más
a
los
dioses.
Estoy
aquí,
a
tus
pies,
listo
para
ofrecer
mis
días,
siempre
en
tu
defensa.
LEILA
Él
está
aquí...
Él
me
entiende.
A ti
que
mi
alma
adora,
yo
te
canto,
mi
dulce
amor.
CORO
¡Oh!
¡canta,
canta
de
nuevo!
etc.
NADIR
¡Oh!
¡Canta
tú,
a
quien
adoro!
etc.
FIN DEL ACTO PRIMERO
ACTO
SEGUNDO
(Ruinas
de
un
templo
indú.
Al
fondo
una
terraza
elevada
con
vistas
al
mar.
Palmeras
y
"cactus"
se
elevan
junto
a
columnas
destruidas;
lianas
cargadas
de
flores
cuelgan
de
los
arquitrabes
que
han
permanecido
intactos.
Cielo
estrellado;
rayos
de
luna
iluminan
la
terraza
desde
la
parte
posterior
de
la
escena)
Escena
Primera
CORO
(Entre
bastidores)
Está
la
sombra
punto
de
caer.
La
noche
despliega
sus
velos.
¡Y
las
estrellas
del
cielo,
se
bañan
en
el
quieto
azul
del
mar!...
NOURABAD (Acercándose
a
Leila)
Las
piraguas
han
llegado
a la
orilla;
oh,
Leila.
Por
esta
noche
nuestro
trabajo
terminó...
Ahora
puedes
reposar
aquí.
LEILA
¡Oh!
¡Dioses
del
cielo!
¿Me
dejarás
sola?
NOURABAD
Sí,
pero
no
tiembles.
¿Qué
temes?
Allí
las
escarpadas
rocas
nos
defienden
del
azote
del
mar;
en
este
lado,
el
campo;
y
allí,
con
armaduras
de
hierro,
¡sujetando
entre
sus
dientes
el
terrible
puñal,
los
faquires
vigilarán!
LEILA
¡Que
el
gran
Brahma
me
proteja!
NOURABAD
Si
tu
corazón
virgen
permanece
fiel
al
juramento,
¡Confía
en
mi
custodia!
¡Toda
amenaza
fracasará!
LEILA
Próxima
a
morir,
a un
juramento
sagrado
que
la
piedad
me
arrancó,
fui
fiel...
NOURABAD
¿Tú?
¿De
verdad?
...
LEILA
Aún
era
una
niña...
Un
día...
lo
recuerdo...
Fugitivo,
jadeando,
un
hombre
pedía
ayuda.
Asilo
me
pidió
bajo
mi
miserable
techo...
Yo
le
prometí,
destrozado
mi
corazón
ante
su
triste
aspecto,
salvarlo
y,
oculto
de
todos,
proteger
su
vida.
Muy
pronto
un
pueblo
bárbaro,
asesino,
amenazante,
furioso,
me
atropelló
y su
puñal
me
apuntaba.
Permanecí
en
silencio,
cayó
el
día;
él
huyó,
¡quedó
a
salvo!
Pero,
antes
de
refugiarse
en
la
densa
sabana,
oh
corazón
generoso,
me
dijo:
«Ten,
este
collar;
¡guárdalo
como
un
recuerdo,
que
mi
mano
te
da!
Yo
también
te
recordaré»
¡Le
salvé
su
vida
y
mantuve
mi
juramento!
NOURABAD
¡Está
bien!
¡a
otro
juramento
ahora
debes
ser
fiel!
A
Zurga
debes
dar
exacta
cuenta...
¡Piénsalo,
y
piensa
en
el
cielo!
(Sale
con
los
faquires)
CORO (Interno)
Está
la
sombra
punto
de
caer.
La
noche
despliega
sus
velos.
¡Y
las
estrellas
del
cielo,
se
bañan
en
el
quieto
azul
del
mar!...
Escena
Segunda
LEILA
(Sola)
¡Ha
caído
la
noche
y yo
estoy
sola...
sola,
en
medio
de
estas
sombras,
donde
reina
el
silencio!
(Mirando
alrededor
con
miedo)
¡Vacilo!
¡ay
de
mí!
¡y
el
sueño
huye
volando!...
(Mirando
desde
el
lado
de
la
terraza)
Pero
él
está
ahí...
¡el
corazón
no
suele
engañar!
Desde
que
el
sol
cayó
un
día
y la
sombra
a
todos
nos
hizo
desaparecer,
él
es
mi
vigía
nocturno...
¡En
paz
por
fin
puedo
soñar!
¡Es
él!...
¡Pude
reconocerlo!
¡Es
él!...
¡Me
siento
animada!...
¡El
gran
deseo
fue
satisfecho!...
¡Sólo
él
sabía
cómo
volver
a
mí!
Desde
que
el
sol
cayó
un
día
y la
sombra
a
todos
nos
hizo
desaparecer,
él
es
mi
vigía
nocturno...
En
paz
por
fin
puedo
soñar.
NADIR
(Desde
dentro)
¡De
mi
vida,
rosa
somnolienta,
entre
las
algas,
en
brazos
del
verde
mar,
allí,
donde
la
ola
clara
y
profunda,
su
hermosa
palidez
y
sus
cabellos
de
oro
vio
brillar!...
Mi
amada
el
beso
espera
de
quien
por
ella
morir
quisiera...
¡Irradia
su
rostro
etérea
sonrisa,
y
veo
las
olas
refrescar
sus
suspiros!
LEILA
¡Cielos...
la
voz
se
acerca...
Un
dulce
encanto
me
atrae...
viene...
viene!
(Nadir
aparece
en
la
terraza.
Avanza
con
cautela
y
baja
hacia
las
ruinas)
Escena
Tercera
NADIR
¡Leila mía! ¡Leila mía!
LEILA
¡Supremos
Dioses,
es
Nadir!
NADIR
¡Soy
yo,
que
vengo
a
ti!
(Corre
hacia
Leila)
LEILA
¿El
sendero
en
pendiente,
que
asciende
abruptamente
a la
cumbre,
tu
pie
quería
probar?
NADIR
Un
Dios
fue
mi
guía,
un
ardor
celestial
me
enardece.
¡Al
fin
estoy
junto
a
ti!
LEILA
¿Y
qué
quieres
de
mí?...
¡Vete!
¡o
estamos
perdidos!
NADIR
¡Calma
tu
terror!...
¡perdona!...
LEILA
¡Lo
juré!
“Escucha:
no
dejes
que
una
mirada
se
vuelva
a
ti.”
NADIR
¡Ah,
gracia
de
mi
dolor,
piedad!
LEILA
Todavía
puedes
salvarte.
¡Ah!
vete...
NADIR
¡El
amanecer
está
lejano
aún!...
no
tengas
remordimientos.
¡Sonríe
a
tanto
amor!
LEILA
¡No!
aléjate
de
mí...
¡Sí;
aún
estás
a
tiempo!
NADIR
¡Ay!
¿por
qué
alejar
a
que
entre
lágrimas
te
adora?
LEILA
¡Ah,
la
muerte
está
aquí!
Ten
piedad
de
mí,
de
ti,
de
nosotros.
NADIR
No
has
entendido
a un
corazón
enamorado.
¡Cuando
la
oscuridad
cubrió
el
cielo,
esta
alma
estaba
extasiada
para
escuchar
tu
amada
voz!
LEILA
Lo
recuerdo,
oh,
fiel
corazón,
Cuando
la
oscuridad
cubrió
el
cielo,
yo
palpitaba
embriagada
de
jamás
soñada
voluptuosidad!
NADIR
Te
prometí
tu
virginal
corona
no
profanar
ni
con
un
suspiro.
Pero...
si
la
flecha
del
amor
nunca
perdona,
¿podría,
mi
bien,
evitar
tu
luz?
LEILA
¡En
el
lejano
sonido
de
tu
tierno
canto,
yo
adiviné
el
suspiro
enamorado!
¡Te
esperaba...
te
sentía
a mi
lado!
¡Tu
voz
me
transportó
al
cielo!
NADIR
¿Es
eso
cierto?...
¿Qué
me
dices?...
¡Oh,
celeste
gozo!
¡Sí!
has
comprendido
a un
corazón
enamorado.
¡Cuando
la
oscuridad
cubrió
el
cielo,
esta
alma
estaba
extasiada
para
escuchar
tu
amada
voz!...
LEILA
Lo
recuerdo,
oh,
fiel
corazón...
Cuando
la
oscuridad
cubrió
el
cielo,
yo
palpitaba
embriagada
de
jamás
soñada
voluptuosidad!
¡Oh!
vuelve,
vuelve,
oh
querido,
en
ti!
¡Debes
huir!
¡Tiemblo!...
NADIR
Cada
noche,
mi
amor,
nos
veremos
en
la
oscuridad...
LEILA
¡Sí,
mañana
te
esperaré!
NADIR
¡Mañana,
corazón
mío,
te
volveré
a
ver!
(Se
separan.
Explosión
con
fuego
entre
bastidores.
Leila
grita
y
cae
de
rodillas)
NOURABAD
Y
LOS
FAQUIRES
¡Maldición
sobre
nosotros!
¡Maldición
sobre
ellos!
¡Corramos
todos
a
castigar
a
los
criminales
traidores!
(salen
persiguiendo
a
Nadir)
Escena
Cuarta
CORO
¿Qué
voz
nos
llama?
¿Qué
novedad
misteriosa?
¡Como
un
presagio
fatal
los
espíritus
nos
atacan!
(Una
tormenta
se
desata
con
la
mayor
furia)
¡Oh,
noche
funesta!
¡Oh,
tormenta
feroz!
¡Desde
las
alturas
baja
el
río
salvaje!
(Reaparece
Nourabad,
seguido
de
los
faquires
portando
antorchas)
La
pálida
virgen
está
en
silencio,
jadeando...
¿Por
qué
su
terror?
¡Oh,
noche
de
horror!
NOURABAD
En
este
refugio
sagrado,
donde
también
habitan
los
dioses,
Un
hombre,
un
extranjero,
de
las
rocas
del
mar,
con
andar
sigiloso...
CORO
¿Qué
está
diciendo?
NOURABAD
Se
atrevió
entrar...
CORO
¿Es
verdad?
NOURABAD
(Señalando
a
Nadir,
que
viene
preso,
y a
Leila)
¡Ante
vosotros
están
los
dos
culpables!
CORO
¡Nadir!...
¡Oh!
¡traidor!...
(Amenazando
con
puñales
a
Nadir
y
Leila)
¡Que
no
tengan
favor,
ni
piedad,
ni
perdón!...
Deben
morir...
Una
muerte
horrenda
deberán
sufrir...
¡Del
otro
lado
de
las
tinieblas
los
furiosos
dioses,
un
fúnebre
abismo
para
ellos
abrirán!
LEILA
¡Amenaza
fatal!
Funesto
destino
me
manda
la
muerte.
La
siento
venir.
NADIR
¡A
mí
solo
debéis,
desalmados,
herir!
¡A
vuestra
sed
de
sangre
le
basta
con
Nadir!
(Los
pescadores
se
apresuran
a
herirlos.
Nadir
protege
a
Leila
con
su
pecho)
Escena
Quinta
ZURGA
¡Alto
allá!
A mí
solo
el
mando;
a mí
solo...
CORO
¡Debemos
matarlos!
¡Que
no
haya
piedad!
ZURGA
¡Me
fue
entregada
por
vosotros
la
autoridad,
y me
debéis
obediencia!
Súbditos
míos,
tengo
vuestro
juramento.
Obedecedme;
os
lo
mando.
(Los
pescadores
se
detienen
indecisos
y
discuten
entre
ellos
en
voz
baja)
CORO
(En
actitud
sumisa,
dirigiéndose
a
Zurga)
¡Entonces
el
criminal
traidor
se
irá!
Zurga
así
lo
quiere...
¡su
mando
es
absoluto
sobre
nosotros!
ZURGA
(En
voz
baja
a
Leila
y
Nadir)
Conviene
que
huyáis...
NOURABAD
(Arrancando
el
velo
de
Leila)
¡Antes
de
huir,
muestra
tu
rostro!
ZURGA
(Reconociendo
a
Leila)
¡Ay
de
mí!
¿Qué
vi?...
¡era
ella!...
¡oh
furor!
¡Vengadme!...
¡Dios
descargó
sobre
ellos
una
maldición!
¡Que
no
encuentren
en
su
destino
ni
piedad,
ni
perdón!
¡Una
muerte
horrible
deberán
sufrir!
LEILA
¡Amenaza
fatal!
¡Funesto
destino
me
manda
la
muerte!
¡La
siento
venir!
NADIR
¡A
mí
solo
debéis,
desalmados,
herir!
¡A
vuestra
sed
de
sangre
le
basta
con
Nadir!
NOURABAD
y
CORO
¡Que
no
encuentren
en
su
destino
ni
piedad,
ni
perdón!
¡Una
muerte
horrible
deberán
sufrir!
(La
tormenta
se
desata
con
toda
su
fuerza)
NOURABAD
¡Ay
de
nosotros!
¡Los
rayos
van
a
caer
sobre
todos!
¡Oh
Brahma!
TODOS
LOS
PESCADORES
(Cayendo
de
rodillas)
Brahma,
señor
del
cielo,
que
tu
mano
nos
defienda.
Mantén
lejos
a
los
espíritus
del
mal.
Oh
rey
del
cielo,
nos
estamos
a
tus
pies.
Nos
inclinamos,
oh
rey,
ante
ti.
(A
una
señal
de
Zurga,
Nadir
es
arresytado
y
los
faquires
arrastran
a
Leila
con
ellos)
FIN DEL SEGUNDO ACTO
ACTO
TERCERO
Cuadro
Primero
(Tienda
indú,
cerrada
por
cortinas;
una
lámpara
arde
sobre
una
mesita
de
mimbre)
Escena
Primera
ZURGA
(Solo)
(Zurga
está
acostado
en
una
estera
absorto
en
sus
pensamientos.
Se
levanta,
va
hacia
el
fondo,
y aparta
las
cortinas
mirando
hacia
afuera)
La
nube
amainó,
el
viento
también
calla,
¡Y,
a la
par,
hasta
las
iras
tienen
paz!
(Deja
caer
las
cortinas)
Yo
solo
invoco
en
vano
la
paz
y el
reposo.
Me
consume
una
horrible
fiebre
llena
de
visiones
funestas.
¡Mis
pensamientos
se
bloquean!
¡Nadir
expirará
a la
salida
del
sol!
(Cae
desplomado
sobre
las
almohadas)
Oh
Nadir,
primera
amistad
de
tiempos
lejanos.
Cuando
te
condené
a
muerte,
¡ay
de
mí!
¡de
qué
insana
y
ciega
ira
tenía
lleno
el
corazón!
(Levantándose;
con
un
acento
desesperado)
¡No,
no;
no
ocurrió,
no
es
posible!...
¡Mi
mente
se
extravía!
¡Tú
no:
has
traicionado
tu
fidelidad!
¡No
hay
aquí
culpable
además
de
mí!
¡Oh,
dolor!
Ay,
¿qué
hice?...
Oh
Nadir,
primera
amistad
de
tiempos
lejanos.
¡Oh
Leila,
luminosa
beldad!
Tened
piedad
de
mi
delirante
ira
y,
por
favor,
perdonadme...
¡Sí;
al
que
no
tiene
más
bien
que
vosotros!
A mi
pesar,
el
remordimiento
me
abruma,
Nadir,
oh
Leila,
¡ay!
de
mí
¡Esta
cruel
locura
me
llena
de
horror!
(Cae
desplomado.
Leila
aparece
en
la
entrada
de
la
tienda.
Dos
pescadores,
blandiendo
un
puñal,
la
sujetan
de
las
muñecas
amenazándola)
Escena
Segunda
ZURGA
¿Qué
veo?
¡Oh,
cielos!
¡Leila!
(Para
sí
mismo)
Qué
ansiedad
Mi
primer
ardor
al
verla
renace.
(A
Leila)
¿Cerca
de
mí?
¿Qué
te
trae
aquí?
LEILA
Quería
hablar
contigo...
¡Contigo
solo!...
ZURGA
¡Está
bien!
(A
los
pescadores)
¡Salid!
¡Os
lo
ordeno!...
Escena
Tercera
LEILA
(Para
sí
misma)
¡Qué
maligno
terror
me
asalta!
De
ese
brutal
corazón,
ay
de
mí,
¿qué
puedo
esperar?
¡En
su
alma
ruge
una
sombría
tormenta!
ZURGA
(Como
antes)
¡Tiemblo
de
ansiedad
y
angustia!
¡Dioses
Supremos,
qué
hermosa
es!
¡Es
más
bella
ahora,
que
está
a
punto
de
morir!
¡El
dios
cruel
que
la
ha
traído
aquí,
su
atroz
estremecimiento
quisiera
castigar!
LEILA
(Como
antes)
¡Leila!
Te
escucho.
ZURGA
(A
Leila)
¡No
tengas
miedo!
Te
escuho.
LEILA
De
ti
imploro
un
favor!
`
Por
la
fe
de
Brahma,
de
mi
crudo
martirio,
salva
a
los
que
son
inocentes.
No
temo
por
mí,
por
él
solo
tiemblo.
¡Oh!
Cede
ante
tantas
lágrimas
amargas.
¡Concédenos
misericordia!
Su
alma
me
dio.
¡Todo
mi
cielo
es
él!
¡Celestial
llama,
ay
de
mí!
¡Ah,
piedad!
¡Piedad
de
él,
de
nosotros!
¡Que
mi
ardiente
oración
te
consiga
conmover!
¡Tú
eres
la
única
esperanza
de
martirio
atroz!
Concédeme,
tú
que
puedes,
su
vida.
Déjate
conmover.
Ah,
haz
que
muera
feliz.
ZURGA
¿Hacerte
morir
feliz?
Oh,
a
Nadir,
tal
vez
podría
perdonar,
pues
nuestros
corazones
están
unidos
por
la
amistad.
¡Pero
tú
lo
amas!...
¡lo
amas!
¡Esa
palabra
sola
consigue
mi
feroz
odio
feroz
revivir!
Él
morirá
por
ti,
que
lo
quisiste
salvar.
LEILA
¡Oh!
calma
tu
furia.
Escucha
mi
dolor.
ZURGA
¡Todos
tus
ruegos
son
en
vano!
¡Los
celos
me
atan!
LEILA
¡Pobre
de
mí!
Déjate
convencer.
ZURGA
De
entre
ambos,
maligna
mujer,
era
a ti
a
quien
quería
más!
LEILA
¡De
mi
amor,
Nadir,
te
hacen
culpable
a
ti!
ZURGA
¡Es
culpable
de
ser
amado,
mientras
yo
soy
el
odiado!
LEILA
(A
Zurga)
¡Oh,
por
tu
mano
al
menos
no
destroces
su
pecho!
¡Oh!
¡Que
sea
de
tu
furor
solo
yo
sacrificada!
¡Por
piedad!
¡Por
tu
Dios!
ZURGA
¡Lo
amas,
él
debe
morir!
LEILA
¡Pues
bien!...
¡Ahora
ve
la
asesina
hoguera,
oh
miserable,
a
avivar!
¡Mi
vida
te
llevas!...
La
criminal
pira
enciende.
¡Pero
los
remordimientos
más
horrendos
siempre
te
perseguirán!
Los
malvados
destinos
se
cumplen.
¡Tendrá
una
hoguera
conjunta,
apenas
despunte
el
día,
este
dulcísimo
amor!
ZURGA
¡Con
Nadir
morirás!
¡No
tendré
piedad!
LEILA
¡Corazón
despiadado!
¡Oh
vil!
Maldito
seas.
¡Solo
odio
tengo
para
ti,
para
él
eterno
amor!
ZURGA
¡Oh
furor!
Escena
Cuarta
(Nourabad,
reaparece
seguido
de
algunos
pescadores.
Gritos
de
alegría,
a lo
lejos)
NOURABAD
¿No
oyes
este
grito
de
fiesta?
¡Ha
llegado
la
hora!
LEILA
¡La
víctima
está
lista!
ZURGA
¡Vamos!
LEILA
¡El
cielo
se
abre
para
mí!
(A
un
joven
pescador)
¡Hermano,
este
collar,
tan
pronto
como
yo
muera
llévalo
a mi
madre!
(Le
da
un
collar
de
perlas)
¡Ve,
corre,
en
el
cielo
rezaré
por
ti!
(Leila
sale.
Zurga
se
acerca
rápidamente
al
pescador,
le
arrebata
el
collar
de
perlas
de
la
mano,
y al
mirarlo
lanza
un
grito
de
asombro,
luego
corre
tras
los
pasos
de
Leila)
Cuadro
Segundo
(Un
desierto.
En
medio
de
la
escena,
una
hoguera.
Los
fuegos
proyectan
siniestros
resplandores.
A la
derecha
de
la
hoguera,
un
trípode,
con
un
caldero
para
quemar
perfumes)
Escena
Primera
CORO
Y
DANZANTES
(Los
indúes,
ebrios,
entremezclan
salvajes
danzas;
el
vino
de
palma
circula
en
repletos
cuencos)
¡Apenas
del
cielo
un
último
rayo
haya
huido
de
la
sombra,
una
furia
sagrada
habrá
de
esos
vertido
su
sangre!
Oh
divino
licor,
¡Oh!
¡Derrama
en
nuestro
corazón,
la
exaltación
del
fuerte!
¡Y
agítales
su
conciencia
con
sombrío
fulgor,
augurio
de
su
muerte!
¡Brahma!...
¡Brahma!...
¡Señor
y
rey
del
cielo!
Escena
Segunda
(Aparecen
Leila
y
Nadir,
precedidos
por
los
sumos
sacerdotes,
encabezados
por
Nourabad)
(Marcha
fúnebre)
NOURABAD
¡Deidades
sombrías
en
vuestras
manos
Zurga
ahora
os
las
ofrece!
CORO
¡Deidades
sombrías
en
vuestras
manos
Zurga
ahora
os
las
ofrece!
(Un
resplandor
rojizo,
que
de
repente
ilumina
el
fondo
de
la
escena,
hace
suponer
a
los
indúes
que
está
por
despuntar
el
día)
NOURABAD
Y EL
CORO
(impetuosamente,
agitando
sus
dagas)
¡Penetra
el
día
entre
las
nubes,
el
sol
brilla!...
¡ha
llegado
la
hora!...
¡matemos!...
¡Sí!...
(Cuando
Nadir
y
Leila
están
a
punto
de
subir
a
la
pira,
Zurga
llega
con
un
hacha
en
la
mano)
Escena
Tercera
ZURGA
¡No!
esto
no
es
el
amanecer.
Mirad,
es
fuego:
¡Fuego
del
cielo,
el
encolerizado
Dios
arroja
sobre
nosotros!
¡Corramos
todos!
El
fuego
ya
ha
invadido
y
consume
vuestros
campos.
¡Corramos
todos!
¡Quizá
estemos
aún
a
tiempo
de
arrancar
a
vuestros
hijos
de
la
muerte!
Que
Dios
os
guíe.
(Los
indúes
salen.
Nourabad
queda
solo
con
Zurga,
Nadir
y
Leila.
Arroja
poco
a
poco
algunos
aromas
al
fuego;
luego
se
esconde
para
escuchar
lo
que
Zurga
está
a
punto
de
decir)
ZURGA
(A
Nadir
y
Leila)
Encendido
por
mi
mano
fue
el
fuego
fatal,
que
es
amenaza
y
salvación
para
vosotros.
¡Los
nudos
ya
están
rotos!...
¡Recuerda
que
un
día,
fui
salvado
por
ti,
y
ahora
estás
salva
por
mí!
(Les
muestra
el
collar
y
rompe
los
hierros
que
los
sujetaban.
Nourabad,
que
ha
oído
todo,
levanta
las
manos
al
cielo,
y
corre
a
contarlo
a
los
indúes)
Escena
Cuarta
LEILA
Y
NADIR
(manteniéndose
fuertemente
abrazados)
¡Etérea
fascinación!
¡Encantamiento
celestial!
¡Junto
a ti
mis
lágrimas
brotan,
augurio
de
un
dulce
futuro!
Un
paraíso
podrán
destrozar
los
infames
giros
de
la
vida
o de
la
muerte,
¡pero
ningún
abrazo
así
lo
logrará
desunir!
ZURGA
¡Etérea
fascinación!
¡Sublime
encanto!
¡Sin
lamentos,
para
salvarlos
me
condeno
a
morir!
¡Ay!
los
rodea
un
ardor
celestial.
¡Para
poder
salvarlos,
corro
a
morir!
¡Oh
cielo,
¡cuánto
se
aman!
LEILA
¡Oh
exaltación
divina!
NADIR
(En
éxtasis
amoroso)
Ya
nuevos
rayos
centellean
allí,
en
el
sereno
cielo.
¡Y
nuestra
alma
se
lanza
en
este
nuevo
día
a su
seno!
LEILA
(Como
antes)
Sí.
¡Despejado
de
toda
nube,
en
la
tierra
el
sombrío
velo,
volaremos
con
los
ángeles,
al
deseado
cielo!
(La
orquesta
interpreta
el
motivo
del
primer
coro
con
un
gran
crescendo)
ZURGA
¡Ya
vienen!
¡Estoy
aquí!
¡Huid!
¡Se
ha
vaciado
un
calabozo!
(A
Nadir)
¡Tú
lleva
a tu
ángel
a un
lejano
refugio
de
la
selva!
LEILA
Y
NADIR
¿Pero
tú?
¿Y
tú?
ZURGA
¡Solo
Dios
conoce
el
futuro!
LEILA
YNADIR
¡Quisiéramos
volver
a
verte,
para
bendecirte!
(Nadir
y
Leila
huyen.
Al
mismo
tiempo
Nourabad
y
los
indúes
invaden
la
escena)
Escena
Quinta
NOURABAD
(Señalando
a
Zurga)
Ese
traidor
les
ha
salvado
la
vida.
De
su
mano
vino
el
incendio
que
se
desencadenó
¡En
la
selva
está!
¡la
hoguera
no
será
en
vano!
CORO
(Los
indúes
corren
hacia
Zurga
y lo
llevan
a
empujones
hacia
la
pira)
¡Debe
morir!
¡Ah
sí!
¡debe
morir!
La
pira
funesta
ya
está
lista.
Suene
el
grito
salvaje
En
la
selva
sombría.
¡Oh!
¡Brahma!
¡Brahma!
ZURGA
Adiós,
Leila
mía,
Te
entrego
mi
vida.
(El
fuego
se
reaviva.
Zurga
desaparece
en
medio
de
las
llamas.
El
decorado
del
fondo
muestra
a lo
lejos
el
bosque
en
medio
del
fuego)
CORO
¡Oh
Brahma!
¡Arroja
desde
el
cielo,
sobre
el
vil
rebelde
la
ira
de
tu
rayo!
¡No
tengas
piedad!
¡Él
debe
morir
en
la
horrible
pira!
(El
fuego
se
va
extendiendo
más
y
más)
Los
deslumbradores
rayos
ya
aparecen
en
los
cielos
del
amanecer.
Venganza
contra
los
culpables
obtendremos
de
los
dioses.
¡Postrémonos
en
oración!
(Se
arrodillan
y
levantan
los
brazos
al
cielo)
¡Ah!
¡Brahma!
CAE EL TELÓN
Digitalizado
y
traducido
por:
Antonio
Fuentes
2022
|