SOR ANGÉLICA
Personajes
| SOR ANGÉLICA PRINCESA MADRE ABADESA HERMANA CELADORA MAESTRA DE NOVICIAS SOR GENOVEVA SOR OSMINA SOR DOLCINA HERMANA ENFERMERA |
Monja de Clausura Tía de Angélica Abadesa del Convento Una Monja Una Monja Una Monja Una Monja Una Monja Una Monja |
Soprano Conralto Mezzosoprano Mezzosoprano Mezzosoprano Soprano Soprano Soprano Mezzosoprano |
La acción se desarrolla en un monasterio a fines del año 1600.
| (Linterno di un monastero. La chiesetta
e il chiostro. Nel fondo, oltre gli archi di destra, il cimitero; oltre gli archi di sinistra, lorto. Nel mezzo della scena, cipressi, una croce, erbe e fiori. Nel fondo a sinistra, fra piante di acoro, una fonte il cui getto ricadrà in una pila in terra. Si apre il velario. Tramonto di primavera. Un raggio di sole batte al di sopra del getto della fonte. Le suore sono in chiesa e cantano) CORO INTERNO Ave Maria, piena di grazia, il Signore è teco. (Due Converse, in ritardo, traversano la scena, si soffermano un istante ad ascoltare un cinguettio che scende dai cipressi, quindi entrano in chiesa.) Tu sei benedetta fra le donne, benedetto il frutto del ventre tuo, Gesù. Santa Maria, prega per noi peccatori... SUOR ANGELICA (fuori de scena) ...ora e nell'ora della nostra morte. CORO INTERNO DE SORELLE. Prega per noi peccatori ora e nell'ora della nostra morte. E così sia. (Le monache escono dalla chiesa a due per due. La Badessa si sofferma davanti alla croce. Le monache, passandole innanzi, fanno atto di riverenza. La Badessa le benedice, quindi si ritira a sinistra. Le suore restano unite formando, a piccoli gruppi, una specie di semicerchio. La sorella zelatrice viene nel mezzo.) SORELLA ZELATRICE Sorelle in umiltà, mancaste alla quindèna ed anche Suor Angelica, che però fece contrizione piena. Invece voi, sorelle, peccaste in distrazione, e avete perso un giorno di quindèna! LE CONVERSE M'accuso della colpa e invoco una gran pena, e più grave sarà e più grazie vi dirò, sorella in umiltà. (Restano in attesa della penitenza) LA MAESTRA DELLE NOVIZIE (Alle novizie) Chi arriva tardi in coro, si prostri e baci terra. LA SORELLA ZELATRICE (Alle converse) Farete venti volte la preghiera mentale per gli afflitti e gli schiavi e per quelli che stanno in peccato mortale. LE CONVERSE Con gioia e con fervore! DUE CONVERSE Cristo Signore, Sposo d'Amore, io voglio sol piacerti, Sposo d'amor... ora e nell'ora della morte! (Si ritirano compunte sotto gli archi di destra) Amen! LA SORELLA ZELATRICE Suor Lucilla, il lavoro. Ritiratevi. E osservate il silenzio. (Suor Lucilla si mette a filare) LA MAESTRA DELLE NOVIZIE (Alle novizie) Perchè sta sera in coro ha riso e fatto ridere? LA SORELLA ZELATRICE (A Suor Osmina) Voi, Suor Osmina, in chiesa tenevate nascoste nelle maniche due rose scarlattine. SUOR OSMINA (Indocile.) Non è vero! LA SORELLA ZELATRICE (Severa) Sorella, entrate in cella. (Suor Osmina scuote le spalle) Non tardate! La Vergine vi guarda! (Suor Osmina si avvia. Le suore la seguono con lo sguardo fino a che non è scomparsa nella sua cella e mormorano) LE SUORE Regina Virginum, ora pro ea... LA SORELLA ZELATRICE Ed or, sorelle in gioia, poichè piace al Signore, e per tornare più allegramente a faticare per amor Suo, ricreatevi! LE SUORE Amen! |
(Interior
de un monasterio. La capilla y el claustro. Al fondo, el cementerio. Bajo los arcos de la izquierda, el huerto. En el centro cipreses, una cruz, hierbas y flores. En el fondo, a la derecha, entre las plantas de acores, una fuente cuya agua cae sobre una pila en la tierra. Se alza el telón. Atardecer de primavera. Un rayo de sol se refleja en el agua de la fuente. La escena está vacía. Las hermanas están en la iglesia y cantan) CORO INTERNO DE HERMANAS Ave María, llena de gracia, el Señor está contigo. (Dos Conversas, retrasadas, atraviesan la escena, se detienen un instante a escuchar un gorjeo que baja de los cipreses, y luego entran en la iglesia.) Bendita tú seas entre todas las mujeres y bendito el fruto de tu vientre, Jesús. Santa María, ruega por nosotros, pecadores... SOR ANGELICA (Desde adentro.) ...ahora y en la hora de nuestra muerte. CORO INTERNO DE HERMANAS. Ruega por nosotros pecadores ahora y en la hora de nuestra muerte. Amén. (Las hermanas salen de la iglesia en grupos de dos. La abadesa se detiene delante de la cruz. Las hermanas, pasando delante de ella, la reverencian. La abadesa las bendice, y cuando todas ya han pasado, se retira. Las hermanas no se dispersan, forman un semicírculo en pequeños grupos. La hermana celadora viene al centro.) LA CELADORA Hermanas en humildad: faltaron al servicio, también Sor Angélica, quien, sin embargo, hizo plena penitencia. En cambio, ustedes, hermanas, pecaron por distracción y han perdido un día de servicio. UNA CONVERSA Me acuso de la culpa e imploro penitencia, y cuando más grande sea, más gracias daré, hermana en humildad. (Se queda esperando la penitencia.) LA MAESTRA DE LAS NOVICIAS (A las novicias, como explicando.) Quien llegue tarde al coro, se postre y bese el suelo. LA CELADORA (A las conversas.) Harán veinte veces la plegaria mental por los afligidos y esclavos y por aquellos que están en pecado mortal. UNA CONVERSA ¡Con júbilo y fervor! DOS CONVERSAS ¡Cristo Señor, Esposo adorado, sólo quiero complacerte, Esposo adorado... ahora y en la hora de la muerte! (Se retiran contritas, bajo los arcosde la derecha.) ¡Amén! LA CELADORA Sor Lucila, al trabajo. Retírate Y observa silencio. (Sor Lucila se retira, hilando.) LA MAESTRA DE LAS NOVICIAS (A las dos novicias, como antes.) ¿Por qué esta tarde en el coro has reído y hecho reír? LA CELADORA (A Sor Osmina) Tú, Sor Osmina, en la iglesia tenías dos rosas escarlatas escondidas en las mangas. SOR OSMINA (Indócil) ¡No es cierto! LA CELADORA (Severamente.) Hermana, entra a la celda. (Sor Osmina sacude los hombros.) ¡No tardes! ¡La Virgen te mira! (Sor Osmina se va; todas la miran y la siguen bajo los arcos hasta que desaparece dentro de la celda.) LAS HERMANAS Regina Virginum, ora pro ea... LA CELADORA Y ahora, hermanas en alegría, pueden recrearse, ya que place al Señor, y ayuda a volver más alegremente al trabajo por amor a El! LAS HERMANAS ¡Amén! |
| (Le figure
bianche delle suore si sparpagliano per il chiostro e oltre gli archi. Suor Angelica zappetta la terra e innaffia lerbe e i fiori SUOR GENOVIEFFA O sorelle, sorelle, io voglio rivelarvi che una spera di sole è entrata in clausura! Guardate dove batte, là, là fra la verzura! Il sole è sull'acòro! Comincian le tre sere della fontana d'oro! ALCUNE SUORE E vero, fra un istante vedrem l'acqua dorata! E per due sere ancor! LE SUORE E maggio! E il bel sorriso di Nostra Signora che viene con quel raggio Regina di Clemenza... grazie! Grazie! UNA NOVIZIA Maestra, vi domando licenza di parlare. LA MAESTRA DELLE NOVIZIE Sempre per laudare le cose sante e belle. LA NOVIZIA Qual grazie della Vergine rallegra le sorelle? LA MAESTRA DELLE NOVIZIE Un segno risplendente della bontà di Dio! Per tre sere dell'anno solamente, all'uscire dal coro, Dio ci concede di vedere il sole che batte sulla fonte e la fa d'oro. LA NOVIZIA. E l'altre sere? LA MAESTRA DELLE NOVIZIE O usciamo troppo presto e il sole è alto, o troppo tardi e il sole è tramontato. LE SUORE Un altr'anno è passato!... ALCUNE SUORE (Con malinconia) E passato un altr'anno!... E una sorella manca!... (Le suore, assorte, sembrano rievocare limmagine della sorella che non è più) SUOR GENOVIEFFA (Con accento ingenuo e quasi lieto) O sorelle in pio lavoro, quando il getto s'è infiorato, quando il getto s'è indorato, non sarebbe ben portato un secchiello d'acqua d'oro sulla tomba a Bianca Rosa? LE SUORE Sì! La suora che riposa lo desidera di certo! SUOR ANGELICA I desideri sono i fiori dei vivi, non fioriscon nel regno delle morte, perchè la Madre Vergine soccorre, e in Sua Benignità, liberamente al desiar precorre: prima che un desiderio sia fiorito, la Madre delle Madri l'ha esaudito. O sorella, la morte è vita bella! LA SORELLA ZELATRICE Noi non possiamo nemmen da vive avere desideri. SUOR GENOVIEFFA Se son leggeri e candidi, perchè? Voi non avete un desiderio? LA SORELLA ZELATRICE Io no! LE SUORE Ed io nemmeno! Io no! Io no! SUOR GENOVIEFFA Io sì, lo confesso. (Volge lo sguardo in alto.) Soave Signor Mio, tu sai che prima d'ora nel mondo ero pastora... Da cinquant'anni non vedo un agnellino. Signore, ti rincresco se dico che desidero vederne uno piccino poterlo carezzare, toccargli il muso fresco e sentirlo belare? Se è colpa, t'offerisco il Miserere Mei. Perdonami, Signore, tu che sei l'Agnus Dei. SUOR DOLCINA Ho un desiderio anch'io! LE SUORE Sorella, li sappiamo i vostri desideri! Qualche boccone buono! Della frutta gustosa! La gola è colpa grave! (Alle novizie) E golosa! E golosa! (Suor Dolcina resta mortificata e interdetta) SUOR GENOVIEFFA (a Suor Angelica che sta annaffiando i fiori) Suor Angelica, e voi? Avete desideri? SUOR ANGELICA (Volgendosi verso le suore.) Io?...no, sorella, no. LE SUORE Che Gesù la perdoni, ha detto una bugia! UNA NOVIZIA (Avvicinandosi, curiosa.) Perchè? |
(Las
figuras blancas de las hermanas se desparraman por el claustro arcos. Sor Angélica cava la tierra y riega las flores.) SOR GENOVEVA Oh, hermanas, hermanas, quiero revelarles que un rayo de sol ha entrado en el claustro. Miren dónde cae, allí, allí, entre el verdor! ¡El sol está sobre el acor! ¡Comienzan las tres tardes de la fuente de oro! HERMANA PRIMERA ¡Es cierto, dentro de un instante veremos el agua dorada! ¡Y seguirá dos días más! HERMANAS ¡Es mayo! Y la bella sonrisa de Nuestra Señora viene con ese rayo. Reina de Clemencia... ¡Gracias! ¡Gracias! UNA NOVICIA Maestra, te pido permiso para hablar. LA MAESTRA DE LAS NOVICIAS Siempre que sea para elogiar las cosas santas y bellas. LA NOVICIA ¿Qué gracia de la Virgen regocija a las hermanas? LA MAESTRA DE LAS NOVICIAS ¡Una señal resplandeciente de la bondad de Dios! Solamente por tres días al año, al salir de la capilla, Dios nos concede ver el sol que cae sobre la fuente y la hace de oro. LA NOVICIA. ¿Y los otros días? LA MAESTRA DE LAS NOVICIAS O salimos demasiado pronto y el sol está alto o demasiado tarde y el sol ya se ocultó. HERMANAS ¡Otro año ha pasado! OTRAS (Con melancolía.) ¡Ha pasado otro año!... ¡Y falta una hermana!... (Las hermanas, absortas, parecen evocar la imagen de la hermana que ya no está.) SOR GENOVEVA (Con tono ingenuo y casi alegre.) Oh, hermanas en trabajo piadoso, ahora que el chorro ha florecido y se ha puesto dorado, ¿no estaría bien llevarle un poco de agua de oro a la tumba de Blanca Rosa? LAS HERMANAS ¡Sí! ¡La hermana en su eterno descanso lo desea sin duda! SOR ANGELICA Los deseos son las flores de los vivos, no florecen en el reino de los muertos, porque la Madre Virgen ayuda, y en Su Benignidad, se anticipa libremente a nuestros deseos Antes que un deseo florezca, la Madre de las Madres lo ha concedido. ¡Oh, hermana, la muerte es vida bella! LA CELADORA Nosotras no podemos tener deseos ni aún estando vivas. SOR GENOVEVA ¿Si son inocentes y cándidos, por qué? ¿Tú no tienes un deseo? LA CELADORA ¡Yo no! LAS HERMANAS ¡Y yo menos! ¡Yo no! ¡Yo no! SOR GENOVEVA Yo sí, lo confieso. (Volviendo su rostro hacia lo alto.) Suave Señor mío, sabes que antes de ahora, en el mundo, era pastora... Desde hace cinco años no veo un corderito. Señor, ¿te disgusto si digo que deseo ver uno pequeñito, poder acariciarlo, tocarle su hocico fresco y oírlo balar? Si soy culpable, te ofrezco el Miserere Mei. Perdóname, Señor, Tú que eres el Cordero de Dios. SOR DOLCINA ¡Yo también tengo un deseo! LAS HERMANAS ¡Hermana, conocemos bien tus deseos! ¡Algún buen bocado! ¡Fruta sabrosa! ¡La gula es culpa grave! (A las novicias.) ¡Es una golosa! ¡Es golosa! (Sor Dolcina queda mortificada y meditativa.) SOR GENOVEVA (Que se ha acercado a Sor Angélica, en compañía de algunas hermanas.) ¿Sor Angélica, y tú? ¿Tienes deseos? SOR ANGELICA (Volviéndose al grupo.) ¿Yo?...no, hermana, no. LAS HERMANAS ¡Que Jesús la perdone, ha dicho una mentira! UNA NOVICIA (Acercándose, curiosa.) ¿Por qué? |
| ALCUNE
SORELLE Noi lo sappiamo, ha un grande desiderio. Vorrebbe aver notizie della famiglia sua!... LE SUORE Son più di sett'anni, da quando è in monastero, non ha avuto più nuove! ALCUNE E sembra rassegnata, ma è tanto tormentata! SUORE Nel mondo era ricchissima, lo disse la Badessa. ALCUNE Era nobile! Principessa! La vollero far monaca, Sembra per punizione. Perchè? Perchè? Chi sa? Mah! Mah? LA SORELLA INFERMIERA (Accorre affannata ) Suor Angelica, sentite! SUOR ANGELICA O sorella infermiera, che cosa accadde, dite! LA SORELLA INFERMIERA Suora Chiara là nell'orto assettava la spalliera delle rose; all'improvviso tante vespe sono uscite, l'han pinzata qui nel viso! Ora è in cella e si lamenta; ah! calmatele, sorella, il dolor che la tormenta! LE SUORE Poveretta! Poveretta! SUOR ANGELICA Aspettate! ho un'erba e un fiore! (corre cercando fra i fiori e lerbe) LA SORELLA INFERMIERA Suor Angelica ha sempre una ricetta buona, fatta coi fiori, sa trovar sempre un'erba benedetta per calmare i dolori! SUOR ANGELICA (Alla suora infermiera.) Ecco, questa è calenzòla; col latticcio che ne cola le bagnate l'enfiagione. (porgendole alcune erbe) E con questa, una pozione. Dite a Sorella Chiara che sarà molto amara, ma che le farà bene. E le direte ancor che punture di vespe sono piccole pene, e che non si lamenti, chè a lamentarsi crescono i tormenti. LA SORELLA INFERMIERA Le saprò riferire! Grazie, sorella, grazie. SUOR ANGELICA Son qui per servire. (Dal fondo a sinistra entrano due suore cercatrici conducendo un ciuchino carico di roba) LE CERCATRICE (Entrano) Laudata Maria! TUTTE E sempre sia! (Le suore si fanno intorno al ciuchino; le cercatrice scaricano e consegnano le limosine alla sorella dispensiera) DUE SUORE Buona cerca stasera, Sorella Dispensiera. UNA CERCATRICE Un otre d'olio. SUOR DOLCINA Uh! Buono! UNA CERCATRICE Nocciòle, sei collane. UNA CERCATRICE Un panierin di noci. SUOR DOLCINA Buone con sale e pane! LA SORELLA ZELATRICE (Riprendendola.) Sorella! UNA CERCATRICE Qui farina! E qui una caciottella che suda ancora latte, buona come una pasta, e un sacchetto di lenti, dell'uova, burro e basta. Manteca CORO DE SORELLE Buona cerca stasera, Sorella Dispensiera. LALTRA CERCATRICE (A Suor Dolcina) Per voi, sorella ghiotta... (una cercatrice porta via il ciuchino) SUOR DOLCINA (Felice.) Un tralcetto di ribes! Degnatene, sorelle! CORO DE SORELLE Grazie! Grazie! Uh! Se ne prendo un chicco, la martorio! Grazie! Grazie! SUOR DOLCINA No, prendete! (Formano un gruppetto a destra e beccano il ribes, fra risatine discrete) LA CERCATRICE Chi è venuto stasera in parlatorio? CORO DE SORELLE Nessuno. Nessuno. Perchè? LA CERCATRICE Fuor del portone c'è fermata una ricca berlina. SUOR ANGELICA (volgendosi, come assalita da una improvvisa inquietudine) Come, sorella? Avete detto? Una berlina è fuori? Ricca? ricca? |
LAS OTRAS.
Nosotras lo sabemos: tiene un gran deseo. ¡Querría tener noticias de su familia!... OTRAS Hace más de siete años, desde que está en el monasterio, que no ha tenido noticias. OTRAS Y parece resignada, ¡pero está tan atormentada! OTRAS En el mundo era riquísima, lo dijo la Abadesa. OTRAS ¡Era noble! ¡Princesa! La quisieron hacer monja, parece, por castigo. ¿Por qué? ¿Por qué? ¿Quién sabe? ¡Mah! ¡Mah! LA HERMANA ENFERMERA (Acudiendo apresurada.) ¡Escucha, Sor Angélica! SOR ANGELICA ¡Oh, Hermana Enfermera, qué sucede, di! LA HERMANA ENFERMERA Sor Clara, allá en el huerto, arreglaba el espaldar de las rosas; repentinamente salieron volando muchas avispas, y le picaron el rostro. Ahora está en la celda y se lamenta. ¡Ah! ¡Cálmenle, hermanas, el dolor que le atormenta! LAS HERMANAS ¡Pobrecita! ¡Pobrecita! SOR ANGELICA ¡Esperen! Buscaré una hierba o una flor! (Corre buscando hierbas y flores.) LA HERMANA ENFERMERA Sor Angélica tiene siempre una buena receta hecha con flores. Siempre sabe encontrar una hierba bendita para calmar los dolores. SOR ANGELICA (A la Hermana Enfermera.) ¡Eso es, ésta es caléndula! Con el jugo lechoso que se extrae, se curará la inflamación. (Dándole otra hierba.) Y con ésta, se prepara una poción. Díganle a la hermana Clara que será muy amarga, pero que le hará bien. Y también díganle que picaduras de avispas son penas pequeñas, y que no se lamente, que al lamentarse crecen los tormentos. LA HERMANA ENFERMERA ¡Se lo diré! ¡Gracias, hermana, gracias! SOR ANGELICA Estoy aquí para servir. (Del fondo a la izquierda, entran dos hermanas Mendicantes conduciendo un burrito cargado de mercancías.) DOS HERMANAS MENDICANTES (Entrando.) ¡Alabada María! CORO DE HERMANAS ¡Y por siempre así sea! (Las hermanas rodean al burrito, mientras y lo descargan consignando las limosnas a la Hermana Enfermera.) DOS HERMANAS Buena recolección esta tarde, Hermana Enfermera. PRIMERA HERMANA MENDICANTE Un odre de aceite. SOR DOLCINA ¡Uh, qué bueno! SEGUNDA HERMANA MENDICANTE Avellanas, seis puñados. PRIMERA HERMANA MENDICANTE Un canastito de nueces. SOR DOLCINA ¡Buenas con sal y pan! LA CELADORA (Reprendiéndola.) ¡Hermana! PRIMERA HERMANA MENDICANTE ¡Aquí harina! Y aquí un queso que todavía rezuma leche, bueno como un pastel y un saquito de lentejas, huevos, y nada más. CORO DE HERMANAS Buena recolección esta tarde, Hermana Enfermera. SEGUNDA HERMANA MENDICANTE (A Sor Dolcina) Para ti, hermana glotona... (La Hermana Mendicante se lleva al burrito.) SOR DOLCINA (Feliz.) ¡Una ramita de grosellas! ¡Sírvanse, hermanas! CORO DE HERMANAS ¡Gracias! ¡Gracias! ¡Uh, si tomo un grano habrá penitencia! ¡Gracias! ¡Gracias! SOR DOLCINA ¡No, tomen! (Forman un grupito a la derecha y picotean las grosellas, entre risitas discretas.) PRIMERA HERMANA MENDICANTE ¿Quién ha venido esta tarde al locutorio? CORO DE HERMANAS Nadie. Nadie. ¿Por qué? PRIMERA HERMANA MENDICANTE Afuera del portón se ha detenido un rico carruaje. SOR ANGELICA (Volviéndose, inquieta, hacia la Hermana Mendicante) ¿Cómo, hermana? ¿Cómo has dicho? ¿Un carruaje está afuera? ¿Rico? ¿Lujoso? |
| LA
CERCATRICE Da gran signori. Certo aspetta qualcuno che è entrato nel convento, e forse fra un momento suonerà la campana a parlatorio. SUOR ANGELICA (Con ansia crescente) Ah! ditemi, sorella, com'era la berlina? Non aveva uno stemma? uno stemma d'avorio?... e dentro tappezzata d'una seta turchina ricamata in argento?... LA CERCATRICE Io non so, sorella, non lo so: ho veduto soltanto una berlina bella! (Osservando suor Angelica.) CORO DE SORELLE E diventata bianca... Ora è tutta vermiglia! Poverina! E commossa! E commossa! Poverina! Spera che sian persone in famiglia! (Una campanella rintocca. Le suore accorrano da ogni parte) Vien gente in parlatorio! Una visita viene! Per chi? Per chi? Per chi? Per chi sarà? Forse per me! Per me! Fosse mia madre che ci porta le tortorine bianche. Fosse la mia cugina che porta il seme di lavanda buono. SUOR ANGELICA (volgendo gli occhi al cielo, mormora) O Madre eletta, leggimi nel cuore. (Suor Genovieffa si avvicina alle compagne e quasi interrompe queste esclamazioni indicando con un gesto pietoso suor Angelica. Il gruppo delle suore si avvicina in silenzio) SUOR ANGELICA Volgi per me un sorriso al Salvatore. SUOR GENOVIEFFA (Con grande dolcezza) O sorella in amore, noi preghiam la Stella delle Stelle che visita adesso sia per voi. SUOR ANGELICA (Commossa) Buona sorella, grazie... grazie! (da sinistra entra la Badessa per chiamare la suora che dovrà andare al parlatorio. Lattesa è viva. In quellattimo di silenzio tutte le suore fanno il sacrificio del loro desiderio a pro della sorella in gran pena. Suor Angelica ha sempre gli occhi volti al cielo, immobile come se tutta la sua vita fosse sospesa) LA BADESSA (Chiamando) Suor Angelica! CORO DE SORELLE Ah! (Fa cenno che le suore si ritirino. Il getto della fonte si è indorato, le suore riempiono un secchiello dacqua, si avviano verso il cimitero e scompaiono) SUOR ANGELICA (Come respirando, finalmente.) Madre. Madre, parlate! Chi è? Chi è? Madre, parlate! Son sett'anni che aspetto, che aspetto una parola, uno scritto... Tutto ho offerto alla Vergine in piena espiazione. LA BADESSA Offritele anche l'ansia che adesso vi scompone! (Suor Angelica, affranta, si curva lentamente in ginocchio e si raccoglie) Requiem aeternam dona ei, Domine: et lux perpetua luceat ei. Requiescat in pace. Amen! SUOR ANGELICA (Alzando gli occhi.) Madre, sono serena e sottomessa. LA BADESSA E venuta a trovarvi vostra zia Principessa. SUOR ANGELICA Ah! LA BADESSA In parlatorio si dica quanto vuole ubbidienza, necessità. Ogni parola è udita dalla Vergine Pia. SUOR ANGELICA La Vergine m'ascolti. E così sia. (La Badessa si avvia e scompare a sinistra. Suor Angelica si avvia verso gli archi del parlatorio. Guarda ansiosamente verso la porticina. Si ode un rumore di chiavi. La porta viene aperta in dentro dalla suora clavaria che rimarrà a fianco della porta aperta, nella penombra della stanza. Quindi si vedrà la Badessa che si sofferma davanti alla suora clavaria. Le due suore fanno ala e fra le due figure bianche, che si curvano lievemente in atto di ossequio, passa una figura nera, severamente composta in un naturale atteggiamento di grande dignità aristocratica: la zia Principessa. Entra. Cammina lentamente appoggiandosi ad un bastoncino di ebano. Si sofferma: getta per un attimo lo sguardo sulla nipote, freddamente e senza tradire nessuna emozione; suor Angelica invece alla vista della zia è presa da grande commozione, ma si frena perché le figure della clavaria e della Badessa si profilano ancora nellombra. La porticina si richiude. Suor Angelica, commossa, quasi vacillante va incontro alla zia, ma la vecchia protende la sinistra come per consentire soltanto allatto sottomesso del baciamano. Suor Angelica prende la mano che le viene tesa, la porta alle labbra e, mentre la zia siede, ella cade in ginocchio, senza poter parlare. Un attimo di silenzio. Suor Angelica, con gli occhi pieni di lacrime, non ha mai tolto lo sguardo dal volto della zia, uno sguardo pietoso, implorante. La vecchia invece ostentamente guarda avanti a sé) |
PRIMERA
HERMANA MENDICANTE De grandes señores. Seguramente espera a alguien que ha entrado al convento y tal vez en un momento sonará la campana del locutorio. SOR ANGELICA (Con creciente ansiedad.) Ah, dime, hermana: ¿cómo era el carruaje? ¿No tenía un emblema? ¿Un emblema de marfil? ¿Y por dentro tapizado de seda turquesa recamada en plata?... PRIMERA HERMANA MENDICANTE No sé, hermana, no sé: ¡sólo he visto un bello carruaje! (Observando a Sor Angélica.) CORO DE HERMANAS Se puso blanca... ¡Ahora se sonroja toda! ¡Pobrecita! ¡Está conmovida! ¡Está conmovida! ¡Pobrecita! ¡Espera que sean de su familia! (Se oye el sonido de una campanilla. Las hermanas corren de todas partes.) ¡Viene gente al locutorio! ¡Viene una visita! ¿Para quién? ¿Para quién? ¿Para quién? ¿Para quién será? ¡Tal vez para mí! ¡Para mí! Si fuese mi madre que me trae las palomitas blancas. O mi prima que trae buenas semillas de lavanda. SOR ANGELICA (Con fervor, elevando sus ojos al cielo.) Oh Madre elegida, léeme en el corazón. (Sor Genoveva se acerca a las compañeras y casi interrumpe estas exclamaciones indicando con un gesto a Sor Angélica. El grupo de hermanas se acerca en silencio a ella.) SOR ANGELICA Implora para mí una sonrisa al Salvador. SOR GENOVEVA (Con gran dulzura, a Sor Angélica.) Oh, hermana en el amor, nosotras rogamos a la la Estrella de las Estrellas que la visita ahora sea para ti. SOR ANGELICA (Conmovida) Buena hermana, ¡gracias... gracias! (Desde la izquierda entra la Abadesa para llamar a Sor Angélica, que deberá ir al locutorio. La espera es intensa. En ese momento de silencio todas las hermanas sacrifican sus deseos en favor de la hermana. Sor Angélica siempre con sus ojos vueltos hacia el cielo, inmóvil, como si toda su vida estuviese suspendida.) LA ABADESA (Llamando.) ¡Sor Angélica! CORO DE HERMANAS ¡Ah! (La Abadesa hace señas a las hermanas para que se retiren; éstas se dirigen hacia la fuente, toman un poco de agua, van hacia el cementerio y desaparecen.) SOR ANGELICA (Como respirando, aliviada.) ¡Madre. Madre, hable! ¿Quién es? ¿Quién es? ¡Madre, hable! Hace siete años que espero, que espero una palabra, un escrito... He ofrecido todo a la Virgen en completa expiación. LA ABADESA ¡Ofrécele también el ansia que ahora te turba! (Sor Angélica, abatida, se pone lentamente de rodillas en recogimiento.) Requiem aeternam dona ei, Domine: et lux perpetua luceat ei. Requiescat in pace. ¡Amen! SOR ANGELICA (Alzando la vista.) Madre, estoy serena y obedezco. LA ABADESA Ha venido a verte tu tía la Princesa. SOR ANGELICA ¡Ah! LA ABADESA En el locutorio se debe decir lo que esté conforme a la obediencia y la necesidad. Cada palabra es oída por la Virgen Piadosa. SOR ANGELICA Que la Virgen me escuche. Y así sea. (La Abadesa se encamina hacia la puerta del locutorio. Sor Angélica se levanta y se dirige también allí, mirando ansiosamente la puerta. Se oye un ruido de llaves. La puerta es abierta desde adentro por una hermana que permanecerá al lado de la puerta abierta. La Abadesa se detiene frente a esta hermana. Entre las dos forman una escolta, y mientras las dos figuras blancas se curvan lentamente en acto de reverencia, pasa una figura negra, severamente compuesta, en una actitud natural de gran dignidad aristocrática; es la tía Princesa. Entra, camina lentamente, apoyándose en un bastón de ébano. Se detiene, por un instante mira a la sobrina, fría y sin demostrar ninguna emoción. Sor Angélica, ante la vista de la tía, es presa de una gran emoción, pero se frena, porque aún se ve en las sombras a la Abadesa y la hermana. La puerta se cierra. Sor Angélica, conmovida, casi vacilante, va al encuentro de la tía, pero la anciana extiende la mano izquierda como para consentir solamente el acto de besar la mano. Sor Angélica toma la mano que le es ofrecida y la lleva a los labios, y mientras la tía se sienta, ella cae de rodillas. Sor Angélica no retira nunca la mirada del rostro de la tía. Una mirada piadosa, implorante. La anciana, en cambio, mira frente a sí ostentosamente. ) |
| LA ZIA
PRINCIPESSA Il Principe Gualtiero vostro padre... La Principessa Clara vostra madre... quando vent'anni or sono vennero a morte, (Se interrompe per farsi il segno della croce) m'affidarono i figli e tutto il patrimonio di famiglia. Io dovevo dividerlo, quando ciò ritenessi conveniente e con giustizia piena. E quanto ho fatto. Ecco la pergamena. Voi potete osservarla, discuterla, firmarla. SUOR ANGELICA (umile.) Dopo sett'anni son davanti a voi. Ispiratevi a questo luogo santo... E luogo di clemenza, è luogo di pietà! LA ZIA PRINCIPESSA (Come una condanna.) Di penitenza. Io debbo rivelarvi la ragione perchè addivenni a questa divisione. Vostra sorella Anna Viola anderà sposa... SUOR ANGELICA Sposa?! Sposa la piccola Anna Viola, la sorellina, la piccina Ah! ah! Son sett'anni! son passati sett'anni! ah! ah! O sorellina bionda che vai sposa, o sorellina mia, tu sia felice! E chi la ingemma? LA ZIA PRINCIPESSA Chi per amore condonò la colpa de cui macchiaste il nostro bianco stemma! SUOR ANGELICA Sorella di mia madre, voi siete inesorabile! LA ZIA PRINCIPESSA Che dite? E che pensate? Inesorabile? Inesorabile? Vostra madre invocate quasi contro di me? Di frequente, la sera, là nel nostro oratorio, io mi raccolgo. nel silenzio di quel raccoglimenti, il mio spirito par che s'allontani e s'incontri con quel di vostra madre in colloqui eterei, arcani! Com'è penoso, com'è penoso udire i morti dolorare e piangere! Quando l'estasi mistica scompare, per voi ho serbata una parola sola: Espiare! Espiare! Offritela alla Vergine la mia giustizia! SUOR ANGELICA Tutto ho offerto alla Vergine, sì, tutto, ma v'è un'offerta che non posso fare: alla Madre soave delle Madri, non posso offrire di scordar... mio figlio! Mio figlio! Mio figlio, il figlio mio! Figlio mio! La creatura che mi fu, mi fu strappata! Figlio mio, che ho veduto e ho baciato una sol volta! Creatura mia! Creatura mia lontana! E questa la parola che invoco da sett'anni! Parlatemi di lui! Com'è, com'è mio figlio? Com'è dolce il suo volto? Come sono i suoi occhi? Parlatemi di lui! di mio figlio... parlatemi...di lui... (La vecchia tace, guardando la madre in angoscia) Perchè tacete? Perchè? Perchè? Perchè? Un altro istante di questo silenzio e vi dannate per l'eternità! La Vergine ci ascolta e Lei vi giudica! LA ZIA PRINCIPESSA Or son due anni, venne colpito da fiero morbo... Tutto fu fatto per salvarlo... SUOR ANGELICA E morto? (La zia curva il capo e tace) |
LA TÍA
PRINCESA El Príncipe Gualtiero, tu padre,... la Princesa Clara, tu madre, cuando murieron hace veinte años, (Se interrumpe para hacerse la señal de la cruz.) me confiaron a sus hijos y todo el patrimonio familiar. Yo tenía que dividirlo cuando lo considerase conveniente y con plena justicia. Y es lo que hice. Aquí está el pergamino. Puedes observarlo, discutirlo y firmarlo. SOR ANGELICA (Humildemente.) Después de siete años estoy frente a usted. Inspírese en este santo lugar... ¡Es sitio de clemencia, es sitio de piedad! LA TÍA PRINCESA (Como una condena.) De penitencia. Debo revelarte la razón por la que llegué a esta división. Tu hermana Ana Viola se casará... SOR ANGELICA ¿Se casa? ¿Se casa la pequeña Ana Viola, la hermanita, la pequeña? ¡Ah, ah! Son siete años! ¡Han pasado siete años! ¡Ah, ah! ¡Oh, hermanita rubia que serás esposa, oh hermanita mía, que seas feliz! ¿Y quién la desposa? LA TÍA PRINCESA ¡Quien por amor perdonó la culpa con la que manchaste nuestro blanco emblema! SOR ANGELICA ¡Hermana de mi madre, usted es inexorable! LA TÍA PRINCESA ¿Qué dices? ¿Y qué piensas? ¿Inexorable? ¿Inexorable? ¿Invocas a tu madre en contra mío? Frecuentemente en la tarde, me recojo allá en nuestro oratorio. En el silencio de ese recogimiento, mi espíritu parece que se alejara y se encontrara con el de tu madre en coloquios etéreos, misteriosos. ¡Qué penoso es, qué penoso oír a los muertos sufrir y llorar! Cuando el éxtasis místico termina, para ti tengo reservada una sola palabra: ¡expiar! ¡Expiar! ¡Ofrécele mi justicia a la Virgen! SOR ANGELICA Todo he ofrecido a la Virgen, sí, todo, pero hay un ofrecimiento que no puedo hacer: a la más dulce de las Madres no puedo ofrecerle olvidar a... ¡Mi hijo! Mi hijo! ¡Mi hijo, mi hijo! ¡Hijo mío! ¡La criatura que me fue arrebatada! ¡Hijo mío, que he visto y besado una sola vez! ¡Criatura mía! ¡Criatura mía lejana! ¡Es esta la palabra que invoco desde hace siete años! ¡Hábleme de él! ¿Cómo es, cómo es mi hijo? ¿Cómo es de dulce su rostro? ¿Cómo son sus ojos? ¡Hábleme de él! De mi hijo... hábleme... de él... (La vieja calla, mirando a la madre angustiada.) ¿Por qué calla? ¿Por qué? ¿Por qué? ¿Por qué? Un instante más de este silencio y estará condenada para toda la eternidad! ¡La Virgen nos escucha y la juzga! LA TÍA PRINCESA Ahora han pasado dos años desde que fue víctima de un grave mal... Se hizo todo por salvarlo... SOR ANGELICA ¿Ha muerto? (La tía baja la cabeza y calla.) |
| SUOR
ANGELICA Ah! (Suor Angelica, con un grido, cade di schianto in terra, in avanti, col volto sulle mani. La zia si alza come per soccorrerla credendola svenuta; ma, al singhiozzare di suor Angelica, frena il suo movimento di pietà; in piedi si volge verso unimmagine sacra che è al muro, alla sua destra, e con le due mani appoggiate al bastoncino di ebano, con la testa curva, in silenzio, prega. Il pianto di suor Angelica continua soffocato e straziante. Nel parlatorio è già la semioscurità della sera. Si ode la porta aprirsi. Suor Angelica si solleva restando sempre in ginocchio e col volto coperto. Entra la suora clavaria con una lucernina accesa che pone sul tavolo. La zia Principessa parla alla suora. La suora esce e ritorna con la Badessa recando in mano una tavoletta, un calamaio e una penna. Suor Angelica ode entrare le due suore, si volge, vede, comprende; in silenzio si trascina verso il tavolo e con mano tremante firma la pergamena. Quindi si allontana di nuovo e si ricopre il volto con le mani. Le due suore escono. La zia Principessa prende la pergamena, fa per andare verso la nipote, ma al suo avvicinarsi suor Angelica fa un leggero movimento con tutta la persona come per ritrarsi. Allora la zia procede verso la porta, batte col bastoncino: la clavaria apre, prende il lume, va avanti. La zia Principessa la segue. Di sulla soglia volge uno sguardo alla nipote. Esce. Scompare. La porta si richiude. La sera è calata; nel cimitero le suore vanno accendendo i lumini sulle tombe) SUOR ANGELICA (rimasta sola) Senza mamma, o bimbo, tu sei morto! Le tue labbra, senza i baci miei, scoloriron fredde, fredde! E chiudesti, o bimbo, gli occhi belli! Non potendo carezzarmi, le manine componesti in croce! E tu sei morto senza sapere quanto t'amava questa tua mamma! Ora che sei un angelo del cielo, ora tu puoi vederla la tua mamma, (umilmente.) tu puoi scendere giù pel firmamento ed aleggiare in torno a me ti sento. Sei qui, sei qui, mi baci e m'accarezzi. Ah! dimmi, quando in ciel potrò vederti? Quando potrò baciarti? Oh! dolce fine d'ogni mio dolore, quando in cielo con te potrò morire? Quando potrò morire, potrò morire? Dillo alla mamma, creatura bella, con un leggero scintillar di stella. Parlami, parlami, amore, amore, amore! (Le suore escono dal cimitero e si avviano verso suor Angelica che è come in estasi) SUOR GENOVIEFFA Sorella, o buona, sorella, la Vergine ha accolto la prece. LE SUORE Sarete contenta, sorella, la Vergine ha fatto grazia. SUOR ANGELICA (si leva come unesaltazione mistica) La grazia è discesa dal cielo, già tutta, già tutta m'accende, risplende! risplende! Già vedo, sorella, la meta!... Sorelle, son lieta, son lieta! Cantiamo! Già in cielo si canta! Lodiamo la Vergine Santa! TUTTE Cantiamo! Già in cielo si canta! E così sia! (si ode dal fondo a destra il segnale delle tavolette. Le suore si avviano verso larcata di destra e la teoria bianca scompare nelle celle) TUTTE Lodiamo la Vergine Santa! Lodiam, lodiam! Amen! (E notte. Sulla chiesetta si va illuminando a poco a poco una cupola de stelle) SUOR ANGELICA La grazia è discesa dal cielo! (Si apre una cella: esce suor Angelica. Ha in mano una ciotola di terracotta che posa a pie di un cipresso; raccoglie un fastelletto di sterpi e rami, raduna dei sassi a mo dalari e vi depone il fastelletto; va alla fonte e riempie la ciotola dacqua: accende con lacciarino il fuoco e vi mette su la ciotola. Quindi si avvia verso la fiorita) Suor Angelica ha sempre una ricetta buona fatta coi fiori. Amici fiori, che nel piccol seno racchiudete le stille del veleno. Ah, quante cure v'ho prodigate Ora mi compensate. Per voi miei fior io morirò! (Quindi si volge a destra verso le cellette) Addio buone sorelle, addio, addio! Vi lascio per sempre. M'ha chiamato mio figlio! Dentro un raggio di stelle m'è apparso il suo sorriso, m'ha detto: Mamma, vieni in Paradiso! Addio! Addio! Addio, chiesetta! In te quanto ho pregato! Buona accoglievi preghiere e pianti. E discesa la grazia benedetta! Muoio per lui e in cielo lo rivedrò! Ah! |
SOR
ANGELICA ¡Ah! (Sor Angélica, con un grito, cae al suelo con el rostro entre las manos. La tía se alza como para socorrerla, creyéndola desvanecida, pero al escuchar los sollozos de Sor Angélica, se frena, se vuelve hacia una imagen sagrada que está en la pared, a su derecha, y con las dos manos apoyadas en el bastón de ébano, reza en silencio, con la cabeza baja. El llanto de Sor Angélica continúa sofocado y desgarrador. En el locutorio ya se ve la oscuridad de la noche. Se oye la puerta abrirse. Sor Angélica se levanta un poco, quedando siempre de rodillas y con el rostro cubierto. Entra una hermana con una lámpara de aceite que pone sobre la mesa. La tía se da vuelta y habla en voz baja con la hermana. La hermana sale y regresa con la Abadesa, trayendo una tablilla con un tintero y una pluma. Sor Angélica oye entrar a las dos hermanas, se da vuelta, comprende, se acerca en silencio a la mesa con la mano temblorosa y firma el pergamino. Luego, siempre de rodillas, se aleja y se cubre el rostro con las manos. Las dos hermanas salen. La tía toma el pergamino, se acerca a Sor Angélica, pero ésta hace un movimiento con todo su cuerpo como para retirarse. Entonces la tía se encamina hacia la puerta, golpea con el bastón. La Hermana, abre, entra, prende la luz, se adelanta. La Princesa la sigue, desde el umbral dirige una mirada a la sobrina, sale, desaparece, la hermana cierra la puerta. Cae la noche; en el cementerio las hermanas van encendiendo luces en las tumbas.) SOR ANGELICA (estalla en desesperado llanto.) ¡Sin madre, niño, has muerto! ¡Tus labios, sin mis besos, empalidecieron, fríos, fríos! ¡Y cerraste, niño, tus ojos bellos! ¡No pudiendo acariciarme, pusiste tus manitas en cruz! ¡Y has muerto sin saber cuánto te amaba tu madre! Ahora que eres un ángel del cielo, ahora puedes ver a tu madre. (Humildemente.) Puedes descender desde el firmamento y desplegar tus alas. En torno a mí te siento. Estás aquí, estás aquí, me besas y acaricias. Ah, dime: ¿cuándo podré verte en el cielo? ¿Cuándo podré besarte? ¡Oh! Dulce fin de todo dolor mío, ¿cuándo podré morir contigo en el cielo? ¿Cuándo podré morir, podré morir? ¡Díselo a tu madre, bella criatura, con un ligero titilar de estrellas! ¡Háblame, háblame, amor, amor, amor! (Permanece absorta en éxtasis. Las hermanas salen del cementerio y se acercan a Sor Angélica, rodeándola.) SOR GENOVEVA Hermana, oh buena hermana, la Virgen ha recibido la plegaria. CORO DE HERMANAS Estarás contenta, hermana, la Virgen te ha concedido la gracia. SOR ANGELICA (En exaltación mística pero sin énfasis.) ¡La gracia ha descendido del cielo, ya toda me ilumina, resplandece, resplandece, resplandece! ¡Ya veo la meta, hermanas!... ¡Estoy contenta, hermanas, estoy contenta! ¡Cantemos! ¡Ya en el cielo se canta! ¡Alabemos a la Virgen Santa! CORO DE HERMANAS ¡Cantemos! Ya en el cielo se canta! ¡Y así sea! (Desde el fondo se oye la señal de retirarse. Las hermanas vienen de todas partes, y se dirigen en fila hacia las celdas, en recogimiento) CORO DE HERMANAS ¡Alabemos a la Virgen Santa! ¡Alabemos! ¡Alabemos! ¡Amen! (Es de noche. Sobre la capilla se ven las estrellas y la luna sobre los cipreses.) SOR ANGELICA ¡La gracia ha descendido del cielo! (Se abre una celda; sale Sor Angélica. Tiene en las manos un cubilete de terracota. Se detiene junto a la cruz entre los cipreses y deja el cubo. Toma unas piedras y con ellas forma una pequeño hornillo, recoge ramas y tallos secos y hace un ramillete que coloca entre las piedras. Luego va hacia la fuente y llena de agua el cubo poniéndolo al fuego) Sor Angélica siempre tiene una buena receta hecha con flores. Amigas flores, que en el pequeño seno esconden las gotas de veneno. Ah, cuántos cuidados les prodigué. Ahora me compensan. ¡Por vosotras, mis flores, moriré! (Se levanta y se vuelve a la derecha hacia las celdas.) ¡Adiós, buenas hermanas, adiós, adiós! Os dejo para siempre. ¡Me ha llamado mi hijo! Dentro de un rayo de estrellas me apareció su sonrisa, y me dijo: ¡Madre, ven al Paraíso! ¡Adiós! ¡Adiós! ¡Adiós, capillita! ¡Cuánto he rezado en ti! Bondadosa recibías plegarias y llantos. ¡Ha descendido la gracia bendita! ¡Muero por él y lo volveré a ver en el cielo! ¡Ah! |
| (Abbraccia
la croce, la bacia, si curva rapidamente, prende la ciotola, si volge verso la chiesa e guardando al cielo beve il veleno. Quindi si appoggia ad un cipresso lascia cadere la ciotola a terra. Latto del suicidio ormai compiuto sembra la tolga dalla esaltazione a cui era in preda e la riconduca alla verità. Il suo volto prima sereno si atteggia in una espressione angosciosa come se una rivelazione improvvisa le fosse apparsa) SUOR ANGELICA Ah! son dannata! Mi son data la morte, mi son data la morte! Io muoio, muoio in peccato mortale! (si getta disperatamente in ginocchio) O Madonna, Madonna, salvami! salvami! Per amor di mio figlio! CORO (Interno) Regina Virginum, Salve, Maria! SUOR ANGELICA. Ho smarrita la ragione! CORO Mater castissima, Salve, Maria! SUOR ANGELICA Non mi fare morire in dannazione! CORO Regina pacis, Salve, Maria! SUOR ANGELICA Dammi un segno di grazia, dammi un segno di grazia, Madonna! Madonna! Salvami! Salvami! (Già le sembra udire le voci degli angeli imploranti per lei la Madre delle Madri) CORO O gloriosa virginum, Sublimis inter sidera, Qui te creavit, parvulum, Lactente nutris ubere. (Suor Angelica vede il miracolo compiersi: la chiesetta sfolgora di mistica luce, la porta si apre: apparisce la Regina del conforto, solenne, dolcissima e, avanti a Lei, un bimbo biondo, tutto bianco. La Vergine sospinge, con dolce gesto, il bimbo verso la moribonda) SUOR ANGELICA O Madonna, salvami! Una madre ti prega, una madre t'implora! CORO Quod Hova tristis abstulit, Tu reddis almo germine: Intrent ut astra flebiles, Coeli recludis cardines... Gloriosa virginum, Salve, Maria!... SUOR ANGELICA Ah! CORO Regina virginum! Virgo fidelis! Sancta Maria! Gloriosa virginum, Salve, Maria!... Mater purissima! Salve, Maria!... Turris davidica! Salve, Maria!... Ah! (Suor Angelica muore dolcemente)
|
(Abraza la
cruz con exaltación, la besa, se inclina, besa el cubo y bebe el veneno, luego se apoya en un ciprés y lentamente deja caer al suelo el cubo. Las nubes cubren la luna, la escena está oscura. Una vez concluido el acto del suicidio parece que terminara la exaltación y volviera a la realidad; su rostro revela una actitud de angustia como si se le apareciera una revelación tremenda y repentina.) SOR ANGELICA ¡Ah, estoy condenada! ¡Me he dado muerte, me he dado muerte! ¡Muero, muero en pecado mortal! (Se arrodilla desesperadamente.) ¡Oh, Señora, Señora, sálvame, sálvame! ¡Por el amor de mi hijo! CORO (Interno, lejano, acercándose poco a poco.) Regina Virginum, ¡Salve, María! SOR ANGELICA. ¡He perdido la razón! CORO Mater castissima, ¡Salve, María! SOR ANGELICA ¡No me hagas morir en pecado! CORO Regina pacis, ¡Salve María! SOR ANGELICA ¡Dame una señal de gracia, dame una señal de gracia, Señora! ¡Señora! ¡Sálvame! ¡Sálvame! (las voces de los ángeles elevan un himno a la Madre de las Madres.) CORO O gloriosa virginum, Sublimis inter sidera, Qui te creavit, parvulum, Lactente nutris ubere. (La iglesia parece invadida de luz. La puerta se abre y entre un fulgor místico se ve la iglesia llena de ángeles. Aparece la Reina del Consuelo, dulcísima, y delante de ella un niño rubio, todo blanco. La Virgen, sin tocarlo, suspende al niño hacia la moribunda.) SOR ANGELICA ¡Oh, Señora, sálvame! ¡Una madre te implora, una madre te implora! CORO Quod Hova tristis abstulit, Tu reddis almo germine: Intrent ut astra flebiles, Coeli recludis cardines... Gloriosa virginum, ¡Salve, María!... SOR ANGELICA ¡Ah! CORO Regina virginum! Virgo fidelis! Sancta María! Gloriosa virginum, ¡Salve, María!... ¡Mater purissima! ¡Salve, María!... ¡Turris davidica! ¡Salve, María!... ¡Ah! (Sor Angélica muere dulcemente) Traducido y Escaneado por: Mónica Zaionz 2003 |